Luca Coletto nella bufera: l’assessore era stato condannato per razzismo

luca coletto

È scontro aperto nella neo insediata giunta di Donatella Tesei in Umbria di cui fa parte Luca Coletto. Al centro delle polemiche c’è infatti il nuovo assessore regionale alla Sanità, il quale era stato condannato per diffusione di idee ritenute razziste nel 2001. L’attacco del Pd è lapidario: “Avere in giunta una persona che ha subito una condanna è grave, ma una condanna per razzismo è inaccettabile“.

Luca Coletto nella bufera

Propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale e etnico” è questa l’accusa per la quale Luca Coletto è stato condannato per fatti risalenti al 2001, quando era consigliere provinciale a Verona. Nel caso specifico, Coletto aveva diffuso alcuni volantini in cui si chiedeva lo sgombero di un campo rom abusivo: “Firma anche tu per cacciare i sinti” recitava il volantino.

L’attacco del Pd

A lanciare l’affondo è stato Tommaso Bori, capogruppo del Pd in Assemblea legislativa dell’Umbria. “L’Umbria respinge le idee portate avanti dal nuovo assessore. Chiediamo alla presidente se sapeva o era allo scuro. La delega alle discriminazioni data a Coletto è un cortocircuito“. “Sfido a trovare su internet una mia frase razzista” ha replicato Coletto a margine del Consiglio regionale. “Sono stato riabilitato a esercitare le mie funzioni, tanto che da quell’episodio sono stato assessore regionale alla Sanità del Veneto e anche sottosegretario e nessuno ha mai avuto da ridire“. Sulla richiesta di dimissioni avanzata da Bori, Coletto è sicuro: “Può chiederle soltanto la presidente Tesei“.