Luca Ricolfi: "Io ex renziano, credevo nel sogno riformista"

Carlo Renda
·Vicedirettore HuffPost
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(Photo: Leonardo Cendamo via Getty Images)
(Photo: Leonardo Cendamo via Getty Images)

“Caro Renzi, anche se non ci conosciamo, né ci siamo mai parlati a tu per tu, mi permetto di raccontarle che cosa passa per la testa di un ex-renziano come me”. Luca Ricolfi scrive al Messaggero una lettera all’ex premier e attuale leader di Italia Viva, nei giorni che lo vedono protagonista dello scontro frontale con Giuseppe Conte.

Ricolfi racconta il suo percorso, da sostenitore di Matteo Renzi come nuova guida del Partito Democratico, fino alle delusioni per le sue scelte politiche:

“Ho fatto la coda alle primarie, per votare lei, che mi pareva l’unico in grado di modernizzare la cultura politica del campo progressista, di cui mi sono sempre sentito parte. Poi l’ho vista in azione al governo, e l’ho vista far naufragare il suo stesso progetto di riforma istituzionale. Ho cominciato a pensare che mi ero sbagliato, e che le mie speranze erano state mal riposte. Ma il colpo di grazia è arrivato nel 2019, quando lei si fece promotore della più spregiudicata manovra parlamentare della storia repubblicana: la nascita del governo giallo-rosso”.

Ricolfi spiega che la spregiudicatezza di quella mossa stava “nella giustificazione che di quella manovra lei volle dare”, ovvero “il rischio che Salvini potesse assumere i pieni poteri. Di fronte a quel rischio si poteva, anzi si doveva, anche digerire il rospo-Cinque Stelle. Ebbene, quella giustificazione non sta in piedi”. Secondo il sociologo, “la sinistra, il campo progressista, ancora oggi (anno di grazia 2021) non ha raggiunto la maturità democratica. Che consiste nel trattare l’avversario politico come avversario, e non come nemico della democrazia. Nel considerare se stessi come portatori di un progetto politico, anziché come depositari esclusivi del bene comune. Nella fiducia di poter combattere gli avversari con la forza delle idee, anziché cercando ogni volta di evita...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.