Luca Ward e il racconto sulla malattia della figlia: "Mi sono sentito responsabile"

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Luca Ward, ospite a Verissimo, ha rilasciato una commovente intervista a Silvia Toffanin in cui ha parlato della patologia di cui soffre la figlia Luna, avuta undici anni fa dalla moglie, l’attrice Giada Desideri. Il popolare attore e doppiatore ha spiegato che la bambina è affetta dalla sindrome di Marfan, una malattia genetica rara che ha colpito soprattutto l’apparato scheletrico della piccola.

Luca Ward e Giada Desideri hanno ricevuto la diagnosi di Luna quando aveva appena due anni, ma solo adesso l’attore ha deciso di rendere pubblica la notizia per sensibilizzare sull’importanza della Ricerca. Luca Ward ha raccontato che l’emergenza Coronavirus ha complicato la situazione della figlia, che viene seguita a Lione, dal punto di vista delle cure: “A marzo 2020 doveva fare un corsetto nuovo e non ci è stato permesso di andare in Francia. Ora la curvatura della sua schiena è al 68% era invece al 32%. Lo stop nelle cure ha provocato un aggravamento importantissimo. Ne parlo per far capire quanto la ricerca sia importante”.

L’attore ha poi condiviso con la Toffanin la sua reazione di fronte alla diagnosi della figlia: “Per me è stata una mazzata. All’inizio mi sono sentito responsabile, ti senti responsabile quando un bambino nasce con una grave patologia. Pensavo fossimo noi portatori di questa malattia. Però da tutte le ricerche che abbiamo fatto, non ce n’è traccia: è stato, come ha detto il medico di Luna, “sfiga”, un gene che si modifica al momento del concepimento”.

La moglie di Luca Ward, per assistere la piccola Luna, ha lasciato la sua carriera artistica e lo stesso attore ha sottolineato il grande sacrificio compiuto da Giada Desideri che ha preferito farsi da parte per dedicarsi alla famiglia e salvaguardare il percorso artistico del marito: "Io non volevo e le ho detto: “No, sei una donna bellissima, un’attrice meravigliosa, reciti in cinque lingue: perché?”. Lei ha risposto: “Perché si fa così altrimenti non ne usciamo, i nostri figli devono avere almeno il controllo di uno dei due. Vai tu a lavorare, ci penso io”. Una scelta che non so se io avrei il coraggio di fare...”. (in collaborazione con ultimora.news)