Luca Zaia: "Riaprire le scuole a febbraio non sarebbe una tragedia"

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the Governor of Veneto Luca Zaia.
The general of the Italian Army Francesco Paolo Figliuolo went today, accompanied by the Governor of Veneto Luca Zaia, to Pavilion 8 of the Padova Fiere complex to view the progress of the vaccination campaign against covid19. After a brief visit and a few jokes with the journalists, the general left for the Military Hospital of Padua. Padua, Italy, May 13, 2021. (Photo by Roberto Silvino/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)
the Governor of Veneto Luca Zaia. The general of the Italian Army Francesco Paolo Figliuolo went today, accompanied by the Governor of Veneto Luca Zaia, to Pavilion 8 of the Padova Fiere complex to view the progress of the vaccination campaign against covid19. After a brief visit and a few jokes with the journalists, the general left for the Military Hospital of Padua. Padua, Italy, May 13, 2021. (Photo by Roberto Silvino/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)

“Lo dico subito e con chiarezza: nessuno aspira a tenere chiuse le scuole”. Luca Zaia ammette che “sarebbe una sconfitta per tutti”, però allo stesso tempo avverte i cittadini che “se i dati epidemiologici dovessero peggiorare, l’ipotesi dello slittamento della data del ritorno in classe è sul tavolo e andrà valutata con attenzione dalle autorità scientifiche”.

In un’intervista al Corriere della Sera, il presidente della Regione Veneto ricorda che la scelta dello scorso anno fu giusta, “non solo non la rinnego ma la rivendico: eravamo in zona rossa, sull’orlo del precipizio, e facemmo un passo indietro”. Zaia però auspica “una regia nazionale, su questioni tanto delicate non si può procedere a macchia di leopardo. Ripeto: tifiamo tutti per la ripartenza il 10 gennaio, ma se ce lo consigliassero gli scienziati, non sarebbe una tragedia rinviare all’inizio di febbraio”.

Il governatore chiarisce ulteriormente che “gli studenti non sono untori”, ma ”è un dato di fatto che un ragazzo positivo in classe crea un effetto domino che non si ha in altri contesti”, per cui da amministratore “davanti a 860 veneti positivi ogni 100 mila abitanti, non posso voltarmi dall’altra parte”.

Zaia porta sul tavolo del Governo e delle Regioni una proposta: “Chiedo al governo di valutare l’introduzione dell’automonitoraggio a scuola, a partire dal primo giorno di rientro e fino alla fine dell’emergenza, come già fanno Israele e Gran Bretagna”. Materialmente si tratta di consegnare “a tutti gli studenti, una o due volte alla settimana, un kit per il test fai da te, da eseguire in classe con compagni e insegnanti, sempre su base volontaria. Sappiamo che i sintomi di Omicron compaiono nell’arco di 5 giorni: in questo modo riusciremmo ad intercettare i positivi prima che il contagio dilaghi”. A chi obietta che non sono affidabili, Zaia replica che “l’alternativa è nessun test”. Una volta individuato un positivo, Zaia si esprime contro la dad solo per i non vaccinati, “non mi pare una soluzione percorribile, la considero discriminatoria perché parliamo di ragazzi, in assenza di obbligo vaccinale, e rischieremmo un pericoloso cortocircuito nella società, con adulti no vax pronti a battagliare a favore di ragazzi non vaccinati, figli di vaccinati. Si aprirebbero nuove faglie nelle nostre comunità, già troppo divise dal Covid”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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