Lucarelli-La Torre, 'duello' Twitter su dito medio a Salvini

webinfo@adnkronos.com

"Condanno assolutamente un gesto del genere. Non è possibile fare ciò, specie in un luogo pubblico. Dormire in quel modo scomposto, dico!". Cathy La Torre, avvocato e attivista Lgbt, twitta così sull'ormai celeberrima foto del dito medio mostrato davanti ad un Matteo Salvini appisolato in aereo. Il cinguettio dà inizio ad un dibattito social, che si sviluppa in particolare con Selvaggia Lucarelli. 

"È un illecito civile e un civilista dovrebbe saperlo. Fotografare una persona di nascosto e farle il dito medio diffondendo la foto sui social è qualcosa che non andrebbe pubblicizzato come un gesto figo, se si è promotori della campagna #Odiareticosta. Così, per dire", scrive la giornalista. "A onor del vero l’articolo 10 del codice civile non è applicabile per i personaggi pubblici fotografati in luogo pubblico. Da civilista così ci insegna il codice. Inoltre nell’ambito del più ambio concetto di critica politica il dito medio non è utilizzato come criterio di odio", la replica di La Torre. "Ragioniamo sul gusto, cattivo o meno, ma non possiamo definirlo odio, né illecita pubblicazione di immagine. Inoltre, essere di #odiareticosta non mi impedisce di vedere l’ironia in chi ribalta una provocazione o restituisce un dito medio senza acrimonia e con tanto di cuoricini", aggiunge. 

"Non ho scritto che fotografarlo è un reato" e "il dito medio con diffusione massiccia sui social non è critica politica e ad ogni modo sarebbe senz’altro oggetto di valutazione in sede civile", afferma ancora Lucarelli, aggiungendo che "'se lo fa lui lo posso fare anche io' è un argomento indegno di un avvocato". Il botta e risposta prosegue: "Non sapevo che Selvaggia Lucarelli per argomentare una critica legittima (non condividi che ho pubblicato quella immagine) passasse dal fare a brandelli la professionalità altrui. Ora che lo so mi permetterò di rammentare: questo è per caso il mio profilo professionale?", twitta La Torre prima della nuova replica di Lucarelli: "Oh Gesù. Oggi scopro che se sei un avvocato, nel tuo profilo profilo pubblico su un social, non sei più un avvocato".