Luci spente nella residenza del Presidente Usa

Casa Bianca Luci spente

Non si placano le proteste per la morte di George Floyd, l’afroamericano morto soffocato da un agente della Polizia americana: molte le persone che hanno manifestato nei pressi della Casa Bianca appiccando incendi e devastando gli edifici nei dintorni tanto che le luci dell’abitazione del presidente sono state spente per diminuire la visibilità. Un fatto che, stando a quanto si apprende, non accadeva dal 1889.

Luci spente alla Casa Bianca

Nell’ultimo weekend di maggio il Dipartimento di Giustizia ha schierato numerosi agenti a Lafayette Park per assistere la Guardia Nazionale a difesa della struttura. Questo perché nelle immediate vicinanze i manifestanti hanno dato origine a dei roghi e vandalizzato diversi edifici. Tra questi la storica chiesa di San Giovanni, costruita nel 1815, il cui seminterrato è stato incendiato.

Non prima di imbrattare i muri di Blair House, la guest house del Presidente e vari monumenti tra cui il Lincoln Memorial e il Memoriale della seconda guerra mondiale. Le proteste hanno raggiunto il massimo picco di violenza nella serata di domenica 31 maggio, quando la Polizia ha utilizzato gas lacrimogeni e spray urticanti per disperdere la folla. Nonostante i tentativi degli agenti però i cittadini non hanno lasciato la zona e hanno proseguito i tafferugli con le forze dell’ordine.

Le luci della Casa Bianca, solitamente sempre accese anche di notte, sono state quindi spente in modo da ridurne la visibilità da Lafayette Square. Un fatto che non accadeva dal 1889. Inoltre nella serata di venerdì 29 maggio il Secret Service ha optato per trasferire la famiglia Trump nel bunker di sicurezza. Un alto funzionario dell’amministrazione ha detto che l’azione è stata presa con un’abbondanza di cautela.