Luciana Lamorgese sul Memorandum: “Quattro punti da rivedere”

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Il “Piano operativo umanitario”, cosiddetto Memorandum, andrà in scadenza il prossimo 2 febbraio: il governo di Al Serraj ha accettato la richiesta italiana di revisione. A sua volta, il ministro degli Interni italiano, Luciana Lamorgese ha descritto alla Camera in quattro punti i cambiamenti che verranno presentati nel prossimo vertice italo-libico. Si tratta di quattro settori che il governo italiano chiede di rivedere prima di approvare il Memorandum. Centri di detenzione, corridoi umanitari, controllo delle frontiere al sud della Libia e nuovo piano di progetti per la Libia.

Memorandum: modifiche su 4 punti

Luciana Lamorgese ha espresso un giudizio positivo sull’attuale Memorandum, ovvero il piano operativo umanitario che andrà in scadenza in 2 febbraio 2020. Il ministro degli Interni, infatti, ritiene che “ha contribuito a ridurre del 97% i flussi migratori dalla Libia e – secondo dati oggettivi – anche il numero delle morti in mare”. Ma questi primi commenti hanno suscitato la replica di Orfini (Pd): “Un intervento imbarazzante e ipocrita. ‘I lager sono centri di migranti. Il memorandum una cornice da difendere. I libici partner affidabili’. Davvero vogliamo continuare a far finta di non sapere?”. Vediamo quali sono i quattro punti sui quali si concentrerà il prossimo incontro con la Libia.

Centri di detenzione

Di fronte alle continue denunce di minacce, torture, violazione dei diritti umani e degrado l’Italia chiede un’intervento diretto di Unhcr e Oim. “L’obiettivo” ha detto Lamorgese “è quello di migliorare le condizioni di vita dei migranti e di garantire il rispetto dei diritti umani in vista di una graduale chiusura di questi centri favorendo il loro trasferimento in altre strutture per arrivare a centri gestiti direttamente dalle agenzie dell’Onu”.

Corridoi umanitari

Il secondo punto di rilievo sono i corridoi umanitari: i migranti evacuati dalla Libia, ad oggi, sono 496 attraverso il protocollo d’intesa tra Farnesina, Viminale, Cei e Sant’Egidio. Salgono invece a 859 attraverso il Niger. L’Italia chiede quindi maggiori iniziative bilaterali dagli altri paesi membri dell’Unione Europea.

Controlli alle frontiere di terra

Il nostro paese chiederà un rafforzamento dei confini al sud della Libia per ridurre gli ingressi di migranti provenienti dall’Africa centro-occidentale. Al contempo chiederà un rafforzamento del progetto Oim.

Nuovo piano di progetti

L’inserimento di nuovi mezzi di soccorso, materiali per le scuole, farmaci per le cure e ospedali da parte dell’Italia permetterà di ampliare “Il ponte di solidarietà”.