Luciano Canfora commenta le tracce dell'esame di maturità: "Un colpo a destra e uno a sinistra"

Nicola Mirenzi

Più che sovranista, è una maturità democristiana: “Le tracce dell’esame danno un colpo a destra, prendendo un articolo de Il Giornale su Gino Bartali, e uno a sinistra, scegliendo il brano di un autore come Corrado Stajano. Immagino lo smarrimento dei poveri studenti”. Luciano Canfora, storico del mondo antico e filologo, fece l’esame di maturità nel 1959, quando la traccia di storia c’era ancora: “È bizzarro – dice – che, pur di mantenere fede all’idea sbagliatissima di non dare più una traccia di storia vera e propria, si ricorra all’escamotage di prendere un brano che allude alle conoscenze storiche, come è quello di Stajano sull’eredità del Novecento, e si chieda allo studente di discettare intorno a fatti la cui conoscenza precisa e approfondita non è richiesta. È diseducativo. È come se si dicesse: non è importante conoscere i fatti, è importante avere un’opinione sui fatti”.

La poesia Risvegli di Giuseppe Ungaretti, un brano de Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia, un testo sul patrimonio culturale italiano tratto da Istruzioni per l’uso del futuro di Tomaso Montanari, il discorso di commemorazione del prefetto Luigi Viana nel trentennale dell’uccisione del generale Carlo Alberto della Chiesa, più un estratto di un libro scientifico su L’illusione della conoscenza e i già citati Gino Bartali e Corrado Stajano. Sono queste le sette tracce dell’esame di maturità del 2019, il primo che si tiene sotto la direzione del ministro dell’istruzione leghista, Marco Bussetti.

 

Professor Canfora, mi pare non ci sia alcuna connotazione sovranista in queste tracce.

Non mi stupisce. Il sovranismo non è un prezzemolo necessario in tutte le minestre che prepara il governo. Però, ci sono delle sfumature altamente rivelatrici.

 

Quali?

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