L'Ue prende tempo sulla Brexit

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Gli ambasciatori dei Paesi Ue a Bruxelles si sono riuniti questa mattina per iniziare a discutere dei prossimi passi sulla strada della Brexit, dopo la richiesta ricevuta ieri sera da Londra di estendere l'uscita della Gran Bretagna oltre il 31 ottobre. Fonti dell'Ue, citate dall'agenzia di stampa tedesca "Dpa", spiegano che la riunione degli ambasciatori di questa mattina è stata dedicata alle procedure interne all'Unione per la ratifica del nuovo accordo definito nei giorni scorsi dal premier britannico Boris Johnson con Bruxelles, che deve essere ratificato dal Parlamento europeo e da quello britannico.  

La precedente intesa, definito dall'ex inquilina di Downing Street Theresa May con l'Ue, era stata bocciata tre volte dalla Camera dei comuni. I deputati chiamati ieri da Boris Johnson a votare il nuovo accordo, hanno approvato invece un emendamento presentato dall'ex Tory, poi dissidente, Oliver Letwin, che, di fatto, impone al premier di chiedere a Bruxelles una estensione dei termini per la Brexit, cosa che Johnson ha poi fatto. "Il Parlamento ha perso l''opportunità di dare slancio al processo di ratifica del nuovo accordo sul ritiro", ha scritto ieri sera Johnson al presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk.  

In realtà le lettere inviate all'Ue sono state tre. La prima, non firmata, è una copia della lettera che richiede un'estensione dei termini per la Brexit e impedire un'uscita caotica; la seconda è dell'ambasciatore britannico presso l'Ue, Tim Barrow, che è d'introduzione alla prima. La terza è una lettera firmata da Johnson nella quale il premier ribadisce la sua opposizione a una proroga, spiegando che l'estensione della Brexit "danneggerebbe" gli interessi dei paesi membri dell'Unione europea e del Regno Unito. "Ho comunque fiducia che il processo sarà completato entro il 31 ottobre", ha aggiunto Johnson, offrendo all'Ue la sua totale disponibilità a partecipare a un eventuale nuovo Consiglio europeo dedicato alla Brexit. 

La riunione del Coreper (Comitato dei Rappresentanti Permanenti presso l'Ue), spiegano fonti diplomatiche europee all'Adnkronos, era stata fissata da tempo, per espletare le procedure formali necessarie per arrivare in tempo, lato Ue, a ratificare l'accordo, tuttora non approvato dalla Camera dei Comuni. La riunione è durata circa un quarto d'ora. 

Gli ambasciatori "hanno dato via libera all'avvio della procedura formale per iniziare la procedura scritta, necessaria per ottenere l'approvazione dei prerequisiti per la ratifica". Gli ambasciatori "hanno anche preso nota della richiesta del governo britannico di una proroga" della data dell'uscita del Regno Unito dall'Ue. 

I diplomatici "hanno concordato che il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk avvii le consultazioni con i leader sulla richiesta. Neanche un ambasciatore è intervenuto sulla sostanza della richiesta, né sulla desiderabilità o sulla durata della proroga". Non si è neppure discusso "di un nuovo summit", concludono le fonti. Summit che, se convocato, potrebbe riunirsi domenica 27 ottobre, data in cui sarebbe più facile organizzarlo, poiché generalmente domenica l'agenda dei capi di Stato e di governo è più sgombra di impegni. E' probabile che il Coreper debba riunirsi ancora.