"Lui diceva: 'tornerò e vi ucciderò'". Barbara Palombelli racconta come ha salvato le figlie adottive dal padre biologico violento

Corriere della Sera

"La burocrazia ostacolava l'adozione, dovevamo tenere le bimbe con noi in segreto": ecco la storia di Francesco Rutelli e Barbara Palombelli, che costituiscono una delle coppie storiche del mondo della cultura e della politica italiana e che sono anche genitori di quattro figli.

Tra loro c'è Serena, la ventinovenne entrata nella casa del Grande Fratello, che è arrivata nella famiglia Rutelli-Palombelli quando aveva sette anni, prima in affido e poi adottata, assieme alla sorellina Monica, oltre che con gli altri due figli della coppia, uno naturale, l'altro anche adottato. Oggi la Palombelli si racconta come mamma e racconta dei figli nella sua autobiografia, in uscita per Rizzoli a maggio e intitolata Mai fermarsi. Alcuni passaggi sull'adozione di Serena e della sorellina sono stati anticipati dal Corriere della Sera.

A partire dal giorno del 2000 in cui i due Rutelli le incontrano in una casa famiglia di suore a Roma, dov'erano state lasciate dal padre biologico quando Serena aveva tre anni. Scrive Palombelli: "Non voglio pensare alla burocrazia, voglio portarle al luna park, è un loro desiderio. Già salire sulla mia macchina — a loro — sembra una festa [...] Hanno dieci e sette anni, ma non hanno mai festeggiato un compleanno, mai un Natale in famiglia, mai visto il mare, mai un film, mai un ascensore, mai uscite con il buio, mai frequentato un fast food, mai fatto uno sport".

Le bambine se ne stavano in istituto, reduci da un'esperienza di vita drammatica, segnata dagli abusi perpetrati da un padre biologico violento. La Palombelli ricorda:

"La storia dell'affido va tenuta segreta, segretissima. Il padre biologico, un uomo violento e pericoloso, allora girava ancora per la città. Potremmo incontrarlo, lui o uno dei suoi amici malavitosi, le ragazze ne hanno il terrore. Non devono uscire foto sui giornali, nessuno deve sapere". I primi anni sono resi complicati anche dalla burocrazia: "Io non sono ancora nessuno, per le piccole", scrive Palombelli [...]...

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