Luigi Di Maio chiede il Viminale, i renziani: “Si può tornare al voto”

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La situazione tra Pd e M5s è in forte crisi. Luigi Di Maio ha deciso di annullare il vertice con i dem previsto per le 11 perché si dice “stanco dei giochini”, facendo chiaro riferimento ai dubbi sulla conferma del premier Giuseppe Conte. Ma la partita, secondo le ultime indiscrezioni, sarebbe un’altra. Secondo un retroscena di Repubblica, il leader del M5S avrebbe chiesto per sé un posto da vicepremier e pure al Viminale, come ministro degli Interni in sostituzione dell’ex alleato Matteo Salvini.

Viminale: rottura tra Di Maio e il Pd

I renziani davanti a questa richiesta hanno reagito malissimo. Francesco Bonifazi, fedelissimo di Matteo Renzi e tra i più convinti sostenitori della trattativa su Twitter è infatti perentorio: “Sono uno serio e responsabile – spiega il senatore ed ex tesoriere Pd -. Credo al governo istituzionale e mi va bene anche Conte. Ma se devo accettare Di Maio al Viminale per me si può andare a votare subito”. Parole non esattamente distensive. E fonti del Nazareno rincarano la dose: “L’accordo rischia di saltare per le ambizioni personali di Di Maio”.

Riunione Pd rinviata

In seguito all’annullamento dell’incontro con il Movimento, fonti dem fanno sapere di aver rinviato la riunione della direzione nazionale del Pd. Il vertice si terrà alle ore 10 di mercoledì 28 agosto. Precedentemente era stato fissato alle ore 18 di oggi. “L’accordo Pd-M5s rischia di saltare per le ambizioni personali di Luigi Di Maio”, hanno aggiunto i portavoce del partito. “Vuole fare il ministro dell’Interno e il vicepremier. Su questo non sente ragioni e va avanti a colpi di ultimatum. A queste condizioni si va al voto”. “Di Maio non ha mai chiesto il Viminale per il M5s. Prima per noi vengono i temi”, è la replica dei pentastellati.