Luigi Di Maio messo in discussione da M5S

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Luigi Di Maio, il leader politico del Movimento Cinque Stelle, sta vivendo un periodo piuttosto difficile. All’indomani del totale fallimento nelle elezioni regionali in Umbria, continua a cercare di dimostrarsi forte ma, in realtà, inizia ad essere messo in discussione dai suoi stessi compagni. Nel Movimento 5 Stelle crescono le manovre, infatti, per cercare se non di rimuovere, quanto meno di ridimensionare Di Maio.

Su Repubblica, il giornalista Tommaso Ciriaco scrive: “Montecitorio è l’epicentro di rivolte multiple. L’elezione del capogruppo della Camera si è trasformata da settimane nella fotografia di uno stallo permanente. Gli unici nomi che sembrano spendibili sono tutti critici verso il leader”.

M5S contro Luigi Di Maio

Uno su tutti è Riccardo Ricciardi, un candidato piuttosto ostile a Di Maio. Il gruppo a Montecitorio sarebbe pronto a nominare un capo apertamente in rotta col leader. E Di Maio, in questo caso, sarebbe sempre più isolato.

Inoltre, Di Maio deve iniziare a guardarsi dai suoi senatori, i quali starebbero lavorando a un documento per il no al doppio incarico. Questo significa che dovrebbe scegliere tra la Farnesina e il ruolo di capo politico. Tale documento sarebbe la lettera firmata dai dissidenti che Davide Casaleggio avrebbe dovuto ricevere all’indomani del voto in Umbria. Neanche la netta presa di posizione contro future alleanze regionali con i democratici sembra salvare Di Maio dal fuoco amico. Ciriaco, continua dicendo: “Pesano anche i giudizi di big come Beppe Grillo, Giuseppe Conte e Roberto Fico. Nessuno di loro pensa che si possa boicottare così esplicitamente l’alleanza con il Pd”.

Il senatore Gianluca Paragone, invece, avrebbe espresso il suo sostegno al leader politico: “Deve restare capo politico. Non c’è nessuno che farebbe quello che fa lui”.