Luigi Di Maio: “Per screditarmi mi hanno definito omosessuale”, Lilli Gruber: “È un discredito?”

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Luigi di Maio e Lilli Gruber
Luigi di Maio e Lilli Gruber

Acceso botta e risposta tra Lilli Gruber e Luigi Di Maio, ospite della giornalista di La7 per presentare il suo libro, Un amore chiamato politica: l’esponente pentastellato ha dichiarato che in passato gli avversari lo hanno definito omosessuale per screditarlo, al che la conduttrice gli ha domandato come sia possibile considerare l’omosessualità un discredito.

Luigi di Maio e Lilli Gruber: scambio sulla definizione di omosessuale

Il ministro degli Esteri ha spiegato che nel suo libro ha scritto che non si è offeso per la definizione ma ha semplicemente riportato “che era una notizia non vera perché io sono eterosessuale”. Al che La Gruber ha ribattuto che Di Maio ha descritto questo episodio come un modo che gli avversari hanno utilizzato per attaccarlo durante la campagna elettorale.

Ma nel 2021 chi è che può pensare all’omosessualità come un discredito? Excusatio non petita?“, ha incalzato sottolineando come anche a lei è capitato di essere stata definita lesbica ma “non ho sentito il bisogno di ribattere o affermare se lo sono o meno“.

Luigi di Maio e Lilli Gruber: “Io definito omosessuale con tono dispregiativo”

L’esponente del M5S ha dunque replicato di non aver ritenuto un’offesa il fatto che lo abbiano definito così ma di aver riportato quanto accaduto per mostrare fino a che punto la politica può utilizzare temi che hanno una loro dignità per offendere il proprio oppositore. “Fu usato con tono dispregiativo, ed è questo ad essere assurdo, non il fatto che mi diano dell’omosessuale“, ha ribadito.

Questa la conclusione della giornalista: “Penso che nel 2021 non si possa screditare una persona additandola come omosessuale, penso che siamo fuori dal mondo se crediamo questo“.

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