Luigi Di Maio: “A Roma ci sono condizioni precarie di sicurezza”

sicurezza roma

Il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio torna sul caso del carabiniere morto a Roma rivendicando le condizioni di sicurezza precarie nella città. Infatti, in un post su Facebook, il ministro scrive: “Chi conosce città come Roma sa benissimo che ci sono condizioni precarie di sicurezza interna. Questi giri di droga, spaccio, violenza, purtroppo, sono all’ordine del giorno in certi quartieri e anche in centro”. Poi, fa una riflessione sulla morte brutale del militale: “Si poteva evitare tutto questo? Io dico di sì. O perlomeno si deve fare di tutto perché questi eroi dimostrino il loro valore con la vita e mai con la morte”.

Roma, condizioni di sicurezza precarie

Pochi giorni dopo la morte del carabiniere a Roma, Luigi Di Maio torna sul caso della sicurezza precaria nella capitale. “Io non so di chi sia la colpa, questo non sono io a doverlo stabilire” scrive sui social. “Oggi – continua Di Maio – c’è un Paese che piange un suo militare, un uomo d’onore, un uomo buono, una persona perbene, che aveva dedicato la sua vita alla giustizia e alla legalità. Un uomo impegnato anche nel volontariato, che era sempre al servizio di chi ha più bisogno. Ma si è ritrovato a combattere da solo e non ce l’ha fatta”. Infine, il vicepremier chiarisce che “Mario non se ne doveva andare. E oggi lo Stato deve farsi un grande esame di coscienza”.

Uomini e donne con la divisa

Nel messaggio del vicepremier vengono ricordati tutti gli uomini e le donne che ogni giorno prestano servizio al paese: “I nostri uomini e donne in divisa faticano ogni giorno, si prendono minacce, insulti di ogni tipo, persino sputi e attacchi fisici e se reagiscono, se solo provano a difendersi, c’è pure qualcuno poi pronto a puntare il dito, qualcuno pronto a giudicarli. Così non può essere!”. Infine, un messaggio di cordoglio e vicinanza alla famiglia del vicebrigadiere Mario: “Mi stringo attorno al dolore di sua moglie e di tutta la sua famiglia. Vorrei dire grazie a Mario, per il suo servizio, per il suo sacrificio, e grazie a tutte le persone che, come lui, ogni giorno, vivono silenziosamente al servizio del bene collettivo. Il nostro compito è quello di onorarli”.