Luigi Manconi: "Basta con la retorica delle mele marce. In carcere c'è omertà"

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Luigi Manconi (Photo: MAURIZIO BRAMBATTIANSA)
Luigi Manconi (Photo: MAURIZIO BRAMBATTIANSA)

“In Italia c’è un pregiudizio culturale terrificante sulle carceri. Quella di rivalersi sul corpo del reo del proprio bisogno insoddisfatto di giustizia è una tentazione sempre presente”. Luigi Manconi, ex senatore del Pd e già presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani del Senato, nonché docente di Sociologia dei fenomeni politici e presidente di A buon diritto Onlus, parla del sistema penitenziario come chi conosce bene la situazione in ogni sua sfaccettatura e sa individuare cause e conseguenze dei fenomeni. Partendo dal pestaggio di Santa Maria Capua Vetere percorre il passato e il presente del sistema carcerario, fino ad arrivare ai problemi del sovraffollamento, della ghettizzazione dei reclusi e del panpenalismo: quella tendenza, molto italiana, a creare un nuovo reato per ogni allarme sociale. “Come è potuto accadere - dice ad Huffpost parlando delle violenze di Santa Maria Capua Vetere del 6 aprile 2020 - che oltre 50 persone abbiano commesso misfatti del genere? Io non ritengo che tutti gli agenti siano dei criminali ma non credo neanche alla retorica delle mele marce. Il problema risiede nel sistema carcerario, nella sua natura profonda e nel suo complessivo funzionamento: è un fatto culturale. C’è poi un tema che riguarda la formazione degli agenti, il corporativismo cronico dei sindacati di categoria”. Il problema è di sistema, di contesto. Un contesto in cui, ricorda, “l’aggressività è latente, come è inevitabile tra custodi e custoditi, e può esplodere in determinate circostanze”.

Professore, nel suo editoriale su Repubblica oggi parla dei fatti di Santa Maria Capua Vetere non come espressione di una “condizione patologica”, ma come “esercizio di un potere definito”. Ci spiega?

Possiamo, un po’ grossolanamente, distinguere tre livelli di violenza ai danni dei detenuti....

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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