Lukashenko non cede. In Bielorussia è sciopero nazionale

Marta Allevato
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AGI - È sciopero nazionale a oltranza in Bielorussia dopo che il contestato presidente, Aleksandr Lukashenko, ha ignorato l'ultimatum della leader dell'opposizione, Svetlana Tikhanovskaya, perché entro il 25 ottobre si dimettesse e liberasse i prigionieri politici.

L'uomo forte di Minsk, rieletto il 9 agosto in elezioni macchiate da brogli e dalla persecuzione delle voci critiche, continua da mesi a ignorare le richieste della piazza e con la repressione degli oppositori: nell'ennesima domenica di proteste, ieri, sono stati oltre 500 i fermi.

Mentre secondo la Ong per i diritti umani, Viasna, sono almeno 240 le persone arrestate oggi nel primo giorno dello sciopero nazionale, che ha visto incrociare le braccia e scendere in strada in diverse zone del Paese operai, piccoli commercianti, pensionati e studenti. Quest'ultimi sono stati i veri protagonisti della giornata a Minsk con cortei vicino alle università.

"Oggi inizia lo sciopero della gente. Dipendenti di fabbriche di Stato e aziende, lavoratori dei trasporti e minatori, insegnanti e studenti sono entrati in sciopero da questa mattina", ha annunciato Tikhanovskaya, ritenuta la vincitrice morale delle presidenziali ma costretta all'esilio in Lituania dopo aver chiesto nuove elezioni.

Non è chiaro in quanti abbiano aderito allo sciopero, anche per via del controllo pervasivo del regime sull'informazione. In Bielorussia, inoltre, il 70 per cento dell'economia e' in mano allo Stato che sta usando ogni mezzo per fare pressione su operai e dipendenti del settore pubblico. Secondo testimoni oculari, citati dal sito Onliner, la polizia ha dispiegato uomini e mezzi di pattuglia all'ingresso delle maggiori fabbriche, tra cui la Grodno Azot e gli impianti di produzione auto e trattori di Minsk.

Le autorità hanno dichiarato che lo sciopero non ha avuto seguito: la portavoce del governo, Aleksandra Isaeva, ha assicurato che tutte le società hanno lavorato "come da routine".Il capo della Confederazione dei sindacati democratici, Aleksandr Yaroshuk, ha reso noto che alcuni sindacati erano pronti a scioperare ma, ha poi spiegato, "è difficile dire quanto lontano sia disposta ad andare la gente vista la massiccia pressione da parte delle autorità".

Tikhanovskaya, in un video messaggio su Youtube, ha lodato "l'incredibile livello di solidarietà" tra i bielorussi, ha detto che sono stati raccolti oltre 7 milioni di dollari in sostegno a chi aderisce all'iniziativa e ha promesso che lo sciopero continuerà. In un post su Telegram ha poi ringraziato chi sta partecipando: "Abbiamo superato la paura che il regime possa sopprimere la protesta".