##Lukyanov: dove cresce opposizione a establishment, cresce Putin

Cgi

Mosca, 11 feb. (askanews) - Da una parte l'articolo fiume, firmato dall'ideologo del Cremlino Vladislav Surkov che oggi ha spiazzato il mondo parlando di "putinismo come l'ideologia del futuro, non solo in Russia"; dall'altra un sondaggio Demos di pochi giorni fa - pubblicato da Repubblica e ripreso da molti quotidiani italiani - che dimostra con i numeri una crescita di fiducia degli italiani nella Russia di Vladimir Putin (27%), proprio mentre scivola al 24% la Francia di Emmanuel Macron. Verrebbe da chiedersi cosa sta succedendo. E il quesito Askanews lo ha posto a Feodor Lukyanov, politologo di massimo rango e super esperto della politica estera di Mosca.

Il direttore della rivista "Russia in Global Affairs" non entra nel merito dell'intervento di Surkov, ma sottolinea che i risultati del sondaggio Demos non dovrebbero meravigliare. "In Occidente si osserva praticamente in tutti Paesi la crisi di fiducia nel potere, nel sistema di direzione. Che cos'è il populismo? È la sfiducia di un grosso gruppo di persone in chi è al comando" dice Lukyanov. "Da qui deriva il populismo e lo osserviamo sia negli Stati Uniti, sia in Gran Bretagna, sia in molti Paesi europei. Da qui i risultati delle elezioni che ovunque mostrano uno spazio politico dove crescono i partiti che si oppongono all'establishment".

I più critici nei confronti della Russia osserverebbero che il populismo è in parte il frutto di un'influenza esterna di Mosca a Ovest. Ma Lukyanov non è affatto di questo avviso. "Le cause si possono discutere a lungo", dice. "Ci sono cause economiche, politiche e via dicendo. Ma questo accade di per sé e non c'è alcuna influenza della Russia, di Putin, e non ci può essere".

La vera domanda è però, come può essere diventato Putin tanto popolare fuori dal suo Paese, quando i media occidentali hanno da sempre fornito un ritratto per lo più negativo del presidente russo? "Per cause differenti - spiega Lukyanov - sia in America sia in Europa, Putin ha assunto i tratti del male assoluto, del nemico, della minaccia contro l'Occidente. Il simbolo di qualcosa di diverso. Qualcosa che va contro ai valori occidentali e via dicendo. Chi non crede nell'establishment, e dunque non crede in quello che l'establishment gli racconta, tanto più si sente raccontare che Putin sarebbe pericoloso, cattivo, diverso, tanto più inizia a vedere Putin come simbolo di un'alternativa".

La popolarità di Putin cresce non solo in Italia. E paradosso vuole che essa cresca, proprio mentre si rivela in calo in Russia. Ma tant'è: nemo profeta in Patria. Dalla Svizzera ad esempio, dove il presidente russo Putin, secondo un sondaggio Gallup è più popolare del suo omologo americano Donald Trump, sino al Giappone: a dicembre a Tokyo Putin si è dimostrato improbabile pin-up, che con le vendite dei suoi calendari 2019 ha battuto chiunque. Il fenomeno è stato alimentato da un'ondata di autoproclamati "fan di Putin" nipponici. Principalmente donne giapponesi, giovani, apparentemente sedotte dal suo fascino da macho incallito.

Resta tuttavia una tendenza globale, segnalata da Gallup che vede comunque i leader globali generalmente in calo di popolarità. Anche se nel 2017 Gallup nella sua indagine annuale su i leader globali metteva in luce che "per Putin si esprime favorevolmente la maggior parte delle regioni del mondo, tranne gli Stati Uniti (14%) e UE-Europa (28%, ma comunque superiore al gradimento del 20% per il presidente Trump)".