L'ultimo azzardo di Netanyahu: staffetta con Gantz, o nuove elezioni

Umberto De Giovannangeli

Una staffetta alla guida del governo o nuove elezioni. Bibi “lo sfascista” svela i suoi piani. Non lo fa ufficialmente, ci mancherebbe altro visto il momento, ma i suoi fedelissimi, quelli che lavorano sottotraccia per conto di Bibi, si muovono su questa linea: pressare il capo di Kahalon Lavan (Blu Bianco) Benny Gantz, per aprire un tavolo di trattativa per la formazione di un governo di unione nazionale Blu Bianco-Likud (assieme potrebbero contare su 64 seggi, 3 in più della maggioranza necessaria), ma se allargamento deve esserci, confidano all’HuffPost fonti vicine al premier uscente, questo non potrebbe limitarsi a Yisrael Beiteinu, il partito nazionalista dell’ex ministro della Difesa Avigdor Lieberman. Il Netanyahu “unionista” è quello che ieri ha ricordato, pro domo sua, che “quando non ebbe una chiara vittoria alle elezioni per il parlamento, Shimon (Peres, ndr) optò per l’unità nazionale.

Lui e Yitzhak Shamir trovarono un accordo per cooperare allo scopo di portare Israele in acque sicure. Anche in queste elezioni non c’è un vincitore netto, e io faccio appello a te, Benny, cosi come ha disposto il presidente, a lavorare insieme per portare, ancora una vota, Israele in acque sicure”. Il riferimento a quella coabitazione non è casuale: perché in quell’occasione si sperimentò la staffetta a premier tra Peres (Labour) e Shamir (Likud). E’ lo schema che Netanyahu vorrebbe riproporre, scontrandosì però con la determinazione dell’ex capo di Stato maggiore a tenersi stretto il premierato, soprattutto ora che i risultati definitivi delle elezioni del 17 settembre confermano Blu Bianco come primo partito, con 33 seggi, 2 in più del Likud di Bibi.” Intendo formare un governo di unità ampio e liberale sotto la mia leadership”, ha ribadito Gantz. Il che significa, concordano gli analisti politici a Tel Aviv: 1)Netanyahu non sarà mai né premier né vice, in un governo a guida Gantz; 2) Un governo liberale non può...

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