L'ultimo giorno di campagna elettorale in Umbria

P. Molinari e F. Valenti

Il primo evento di coalizione del governo Conte II si tiene in una delle roccaforti di sinistra della più verde (naturalisticamente parlando) regione d'Italia. Da qui parte la riscossa - almeno nelle speranze dei protagonisti - della maggioranza di governo che, malgrado o pronostici, non vuole perdersi d'animo, mentre Salvini, nel suo ruolo ormai ufficiale di leader del centrodestra, si dice sicuro che l'elettorato "darà una lezione" al premier. 

Così nell'antica cattedrale cittadina, divenuta nel frattempo auditorium della facoltà di scienze investigative, entrano in sequenza Roberto Speranza, Nicola Zingaretti, Luigi Di Maio e perfino il premier Giuseppe Conte. Un'altra prima assoluta, dato che mai era accaduto che il premier in carica si spendesse per un candidato, seppur civico. Perché l'operazione messa in campo da Pd e M5s, per dirla con un dirigente dem, è assolutamente "Berlingueriana": i partiti sostengono un candidato espressione della società civile "senza occupare spazi di quella società con lottizzazioni di alcun tipo ma, anzi, facendo un passo indietro", anche rispetto alla formazione della giunta.

È una "declinazione della questione morale" che non riguarda solo soldi e corruzione, ma indica il modo in cui una forza politica sta in campo. È lo stesso Di Maio a precisare che "se vincerà Vincenzo Bianconi, sarà lui a scegliere i migliori" mentre tra i partiti che lo sostengono non ci sarà "alcuna guerra per i posti in giunta". Insomma un "esperimento importante" per dirla con il premier Conte per il.quale la coalizione "ha un futuro".

E anche Zingaretti è pronto a scommettere che l'alleanza si può replicare su altri territori - valutando caso per caso - e nel Paese: "Il nostro è un Paese che vive dentro la contraddizione di avere grandi possibilità e grandi fragilità. Io sostengo il governo perché non è vero che non possiamo costruire il futuro". Poi, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se l'accordo con M5s è ripetibile anche in altre regioni, Zingaretti dice: "Perché no? Di fronte a una destra che giudico pericolosa, credo che anche Di Maio dirà quello che dico io: la volontà c'è, ragioniamo territorio per territorio".

Di Maio: "L'Umbria non sia un trofeo elettorale"

Prima, però, c'è da vincere in Umbria. "Nessuno la usi come trofeo elettorale", è il messaggio che Di Maio manda a Salvini. Il leader della Lega, infatti, ha espresso la volontà di "riprendere l'Umbria". Parole "orribili", per Zingaretti, perché "l'Umbria è degli umbri". Una regione che, con Bianconi, "sarà ancora più verde e con piu' infrastrutture", promette Giuseppe Conte, che ci tiene a dire di non voler fare campagna elettorale: "Se avessi voluto fare campagna elettorale, l'avrei fatta con rispetto per i cittadini umbri e sarei stato qui tutti i giorni".

In ogni caso, aggiunge, "non c'è competizione elettorale che distragga il governo", con la manovra appena varata e improntata a maggior "giustizia sociale", con una più equa "redistribuzione della ricchezza", che mira ad "aiutare tutti senza dividere", spiegano gli azionisti del governo che, prima di salutarsi, si concedono un aperitivo in piazza, davanti al Teatro Comunale. 

Per l'opposizione la foto di gruppo è un autogol

Il centrodestra sente la vittoria ed esulta per quello che considera "il clamoroso autogol del governo": presentarsi per una 'foto di famiglia' a Narni, nell'ultimo giorno di campagna elettorale. Tutti insieme - scelta specularmente opposta a quella dei 'competitor' - tranne Matteo Renzi.

"Nel momento in cui porti tutto il governo in sfilata in Umbria, sei tu che stai ammettendo che è un test nazionale. E che, se non vinci, il governo va a casa", scandisce Giorgia Meloni. Mentre Matteo Salvini esulta per le piazza piene ovunque, "mica come da Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti dove sono andati in venti", e si dice sicuro che lunedì il premier "avrà una lezione".  

Forte dei sondaggi in suo possesso, il segretario leghista crede nella vittoria della 'sua' Donatella Tesei, senatrice ex sindaco di Montefalco, che domenica corre contro il candidato civico sostenuto da Pd e M5s, Vincenzo Bianconi. Nella Lega e in Fratelli d'Italia sono convinti che, malgrado i proclami, il voto umbro provocherà scossoni considerevoli su Di Maio e su Giuseppe Conte. Il timore di un crollo dei consensi del Movimento 5 stelle è presente, peraltro, anche in M5s.

Fonti parlamentari pentastellate ritengono infatti che un nuovo insuccesso elettorale, dopo quello delle Regionali passate e delle Europee, possa innescare un nuovo 'processo' alla leadership di Di Maio. Anche per questo - si spiega - il capo politico pentastellato avrebbe 'cercato' la foto di stamane a Narni con il presidente del Consiglio, Nicola Zingaretti e Roberto Speranza: per tentare di 'condividere', e forse un po' anche 'scaricare', una eventuale sconfitta.

M5s prepara un "all in" Calabria

Il timore dei 5 stelle è scendere sotto il 10 per cento nei consensi. Risultato che innescherebbe una rivolta interna, anche se nel Movimento allo stato non si intravedono reali alternative alla leadership politica del capo della Farnesina (con Conte e Roberto Fico 'imbrigliati' nei loro ruoli istituzionali, e Alessandro Di Battista temporaneamente fuori gioco per motivi familiari). Ad ogni modo, Di Maio - viene riferito - ha già in mente un piano per il 'riscatto', una partita 'all in' alle regionali in Calabria dove punta a piazzare il primo governatore 5 stelle della storia. 

Il dibattito dell'ultimo giorno di campagna elettorale in Umbria è comunque stato concentrato sulla presenza del governo, guidato da Conte, che per la prima volta ha partecipato a iniziative elettorali. "Ci pensano Conte e Di Maio ai terremotati. Sono dei fenomeni, sono venuti a parlare di terremoto a Narni, dove non c'è stato - ha commentato Salvini - Però Conte ha detto `Non sono qui per campagna elettorale. No, non sapeva se andare a Bolzano o Lampedusa ed è venuto in Umbria. Veramente vi prendono per fessi, pensano che qui c'è gente a cui regali due caramelle e un ciondolino e ti votano come cinquant'anni fa".