L'ultimo saluto a Guglielmo Mollicone nel giorno del diciannovesimo anniversario di morte di Serena

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Oggi i funerali i di Guglielmo Mollicone. Per la prima volta dopo diciotto anni a chiedere giustizia per la piccola Serena non ci sarà papà Guglielmo: l’uomo è morto nella giornata di lunedì 1 giugno dopo sei mesi di coma farmacologico a causa di un infarto. E il 2 giugno 2020, nella stessa chiesa dove nel 2001 si diede l’ultimo saluto a Serena, si celebreranno i funerali di Guglielmo Mollicone. La cerimonia si svolgerà alle ore 11 nella chiesa dei Santissimi Apostoli Pietro e Paolo, in piazza Umberto I, la stessa dove venne dato l’estremo saluto alla giovanissima studentessa. Il sindaco di Arce Luigi Germani ha proclamato il lutto cittadino.

Proprio il funerale di Serena è una ferita aperta nel cuore di tantissimi cittadini di Arce. Il 9 giugno 2001, infatti, con la veglia funebre in corso per piangere la dipartita della giovane studentessa, papà Guglielmo venne prelevato dai Carabinieri della stazione di Arce poiché sospettato dell’omicidio. Fu interrogato due lunghissime ore e la notizia divenne di dominio pubblico.

Il delitto di Arce

Il delitto di Serena Mollicone è uno di quei casi di delitti mai risolti all’italiana. La giovane sparì da Arce il 1 giugno 2001 e venne trovata dopo due giorni in un boschetto ad Anitrella, una frazione del vicino Monte San Giovanni Campano, senza vita, con mani e i piedi legati e la testa stretta in un sacchetto di plastica.

Due anni dopo venne arrestato Carmine Belli con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere: il carrozziere di Rocca d’Arce, fu assolto dopo aver trascorso da innocente quasi un anno e mezzo in carcere. Le indagini hanno ripreso vigore nel 2008 quando il brigadiere Santino Tuzi si tolse la vita: per gli inquirenti era terrorizzato dal dover parlare e confermare quanto aveva riferito su quel che era realmente accaduto nella caserma dell’Arma di Arce.

Gli indagati

Così, il magistrato Maria Beatrice Siravo, nonostante i depistaggi, si è convinta che la diciottenne il giorno della sua scomparsa si fosse recata presso la caserma dei carabinieri, che avesse avuto una discussione con Marco Mottola, il figlio dell’allora comandante dei Carabinieri della provincia di Frosinone e che, all’interno di un’abitazione nella disponibilità della famiglia Mottola, fu aggredita. Serena Mollicone avrebbe battuto con violenza la testa contro una porta e, credendola morta, i Mottola l’avrebbero portata nel boschetto dove è stata lasciata morire, legata mani e piedi.

Dopo diciannove anni, l’ex comandante Franco Mottola, il figlio Marco e della moglie Anna Maria, sono tutti sotto processo con le accuse di omicidio aggravato e occultamento di cadavere. Inoltre, accusati anche l’appuntato scelto Francesco Suprano, accusato di favoreggiamento personale in omicidio volontario, e del luogotenente Vincenzo Quatrale, accusato di concorso in omicidio volontario e istigazione al suicidio del collega brigadiere Tuzi. L’udienza si svolgerà il prossimo 30 giugno. E forse, finalmente, papà Guglielmo Mollicone potrà avere giustizia.