Lunedì 6 giugno a Strasburgo il round decisivo per arrivare ad una soluzione condivisa

La presidente della Commissione Ue vin der Leyen
La presidente della Commissione Ue vin der Leyen

L’Ue è ad un passo dallo storico accordo sul salario minimo e con essa l’Italia, che non è fra i paesi che lo hanno in punto di norma, potrebbe fare un passo più storico ancora degli altri. Perché? Perché nell’Ue ci sono paesi che il salario minimo già lo hanno e vorrebbero innalzarne il tetto e paesi che non lo prevedono proprio e fra quelli ci siamo noi. Lunedì 6 giugno a Strasburgo il round decisivo per arrivare ad una soluzione condivisa.

Salario minimo, vicini allo storico accordo

Si tratterà di avviare un giro tesissimo di negoziati tra le istituzioni europee. Vale a dire che ne dovranno discutere in maniera fattuale Commissione, Parlamento e Consiglio Ue. Il summit di importanza cruciale è in calendario a margine della plenaria del Parlamento europeo. E le indiscrezioni parlano di una alta probabilità di arrivare a un accordo nella notte tra lunedì e martedì.

La direttiva del 2020 e il gruppo “dei sei”

Lo scopo è arrivare ad una ratifica della direttiva, proposta dalla Commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen che dal 2020 punta, come spiega il Giorno, “a istituire un quadro per fissare salari minimi adeguati ed equi rispettando le diverse impostazioni nazionali dei Ventisette e a rafforzare il ruolo della contrattazione collettiva”. Ma quanti paesi Ue oggi hanno il salario minimo? Sono 21 e in 13 di essi è inferiore ai mille euro. E i sei stati che non lo hanno? Sono Danimarca, Cipro, Austria, Finlandia, Svezia e Italia.

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