"Lunedì ero con Di Maio, mercoledì con Fassino. Ma in quel momento stavo benissimo...". Parla Ricardo Merlo, senatore positivo

Federica Fantozzi
·Giornalista
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Hp (Photo: Hp)
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Ricardo Merlo, imprenditore italo-.argentino, senatore del gruppo misto eletto nella circoscrizione Sudamerica, sottosegretario agli Esteri, è il quarto senatore positivo al Covid. “Dopo i due colleghi dei Cinquestelle, il senatore della circoscrizione esteri Adriano Cario, mio collega nel Movimento Associativo Italiani all’Estero (componente del misto, ndr), ci sono io. Sembra un virus che attacca la maggioranza...” scherza Merlo. Che, al netto della febbre, appare prudente ma tranquillo.

Mentre tra il Parlamento e la Farnesina sono scattati già da venerdì controlli a tappeto. Al ministero degli Esteri si parla di alcuni autisti che sarebbero risultati positivi al tampone.

Come sta?

Con la febbre da giovedì. A quanto sembra, a contagiarmi potrebbe essere stato l’autista che due giorni prima aveva gli stessi sintomi ed è risultato positivo al tampone. Io ho fatto subito il tampone, venerdì mattina al Gemelli, e il responso è stato positivo. Con me, ha preso il virus anche mia figlia di 8 anni.

Chi ha avvisato della situazione?

Tutti, subito. Tutti quelli con cui ero entrato in contatto in Senato, alla Camera e alla Farnesina. Venerdì stesso ho avuto i risultati, ma intanto mi ero messo in quarantena immediata. Già giovedì avevo sospeso qualsiasi attività. Poi ho cercato per primo Piero Fassino, perché mercoledì avevo partecipato a una riunione con la commissione Esteri di Montecitorio.

Altre riunioni a cui era stato?

Lunedì a una con anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Ma in quel momento stavo benissimo. Comunque, con la mia segretaria abbiamo fatto la lista dei miei contatti nelle 48 ore precedenti. Al telefono ovviamente, perché tutto il mio staff è andato a casa in isolamento. Anche la classe di mia figlia lo è: devo dire che la scuola e la Asl si sono mosse in modo molto professionale dal punto di vista sia sanitario che psicologico.

Ha ricevuto solidarietà dai colleghi?

Molta. Mi ha scritto Di Maio. Mi hanno chiamato Manlio Di Stefano, gli altri eletti nella circoscrizione estero, tutta la Farnesina. Mi sono sentito accompagnato in questo momento non facile.

Vede molta preoccupazione in giro?

Sì, è inevitabile. Tutti siamo preoccupati. Non sappiamo come andrà a finire. Io sono tranquillo, ma molto prudente: ogni 3-4 ore mi misuro il livello di ossigeno nel sangue. E sono sempre andato in giro con la mascherina. Ho scritto subito di aver preso il virus perché penso che se ne debba parlare in modo tempestivo. Il problema è che molti ancora sono restii a farlo.

Già la settimana scorsa il Senato si era fermato per un giorno, dopo la notizia di due senatori positivi tra i Cinquestelle. Secondo lei si dovrebbe introdurre il voto a distanza?

Non saprei dire le modalità esatte, ma dobbiamo continuare a lavorare. Da remoto oppure nel palazzo, ma con le opportune modalità di distanziamento, quindi in sicurezza, però bisogna andare avanti. Altrimenti il virus dominerà la situazione, e sarebbe un errore. Le istituzioni essenziali non devono fermarsi. Questa è la mia opinione, poi ovviamente decidono i presidenti di Camera e Senato.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.