"L'unica arma che abbiamo è il contenimento", dice Gismondo

"L'unica arma che abbiamo" contro il coronavirus "è il contenimento". Anche se "la natura non ha confini, i virus si diffondono, si è diffusa la spagnola, l'asiatica e l'Hong Kong. È inutile creare barriere, i controlli possono rallentare ma non bloccare del tutto la diffusione". Questo il quadro tracciato all'AGI dalla direttrice di Microbiologia clinica dell'ospedale Sacco, Maria Rita Gismondo, sull'emergenza coronavirus.

Sull'andamento del contagio "non ha senso valutare i numeri di pochi giorni. Serve tempo, se un giorno abbiamo un decremento non significa che l'epidemia stia finendo, così come se abbiamo un incremento non significa che stia peggiorando. Appena saranno passati 14-18 giorni cominceremo a trarre delle conclusioni".

Sul fatto che potrebbe servire un'ulteriore proroga alle misure restrittive messe in campo dal governo, poi, Gismondo spiega: "Il fatto è che l'unica arma che abbiamo contro questo virus è il contenimento, poi ogni elemento viene analizzato anche in termini di impatto sociale, economico e politico, e il governo si assume la responsabilità delle decisioni. Il contenimento è molto importante".

Altro tema fondamentale è la tenuta del sistema sanitario di fronte ai ricoveri da coronavirus: "Certamente - sottolinea la direttrice - dal punto di vista di dell'organizzazione sanitaria stiamo vivendo un momento molto impegnativo. Ma in Lombardia lo stiamo gestendo e siamo pronti a liberare nuovi posti letto" ospedalieri. Infine, sul fatto che il virus circolasse da tempo e altri Paesi possano aver ignorato la diffusione confondendola con la normale influenza, Gismondo dichiara: "Sì, assolutamente. Siamo convinti che questo virus circoli da novembre dicembre dello scorso anno e visto che non si cercava, alcuni casi sono stati valutati come influenza stagionale".