L'Unione Europea non riconoscerà i referendum in Ucraina

L'Unione Europea non riconoscerà i referendum in Ucraina

L'Unione europea non riconoscerà la legittimità dei referendum annunciati in quattro regioni dell'Ucraina e afferma che Kiev ha il diritto di difendersi da un'ulteriore annessione dei suoi territori.

Da Bruxelles viene ribadito il sostegno all'integrità territoriale del Paese, dopo l'annuncio del presidente russo Vladimir Putin, che si è detto intenzionato a sostenere le consultazioni promosse nelle autoproclamate Repubbliche di Lugansk e Donetsk e nelle regioni occupate di Kherson e Zaporizhzhia.

Sostegno all'Ucraina

"Siamo al fianco dell'Ucraina, sosteniamo il diritto legittimo di difendere la nazione, il popolo ucraino e l'integrità territoriale del Paese stabilita dai suoi confini internazionalmente riconosciuti", ha detto in una conferenza stampa Peter Stano, portavoce dell'Unione per gli Affari esteri.

"Quindi, qualunque sarà l'esito di questi falsi referendum illegali, queste regioni continueranno a formare legalmente parte dell'Ucraina. L'Ucraina ha il diritto di fare tutto il necessario, entro i limiti del diritto internazionale, per ripristinare il legittimo controllo dello Stato su questi territori".

Lo svolgimento di questi referendum sarebbe il passo preparatorio all'annessione alla Russia: secondo molti osservatori, si tratta di un ulteriore elemento di minaccia da parte della Russia, che sembra procedere in direzione di un'escalation del conflitto, come spiega a Euronews Bruno Lété del German Marshall Fund.

"La Russia sta cercando di giocare con il diritto internazionale: sosterrà che dopo questi referendum farsa quei territori diventeranno ufficialmente parte del proprio territorio, quindi un attacco contro queste regioni da parte dell'Ucraina sarebbe tecnicamente un attacco alla Russia e questo ovviamente giustificherebbe una risposta più forte in termini militari. L'Ucraina però non riconoscerà l'esito di questi referendum e nemmeno i Paesi occidentali lo faranno".

"Segnale di disperazione"

Al discorso di Putin nel suo complesso, con la chiamata alle armi di 300mila militari riservisti e le accuse all'Occidente di voler indebolire la Russia, l'Unione Europea ha risposto con le parole del suo portavoce e con una dichiarazione congiunta di Ursula von der Leyen insieme al primo ministro britannico Liz Truss.

"L'invasione russa sta fallendo", dice la presidente della Commissione europea von der Leyen, mentre quello del Consiglio Charles Michel ha ribadito il sostegno all'Ucraina.

Questo discorso è una prova del fatto che Putin non sia interessato alla pace e anche un "segnale di disperazione", ha riferito Peter Stano.

"Nella sua aggressiva politica anti-russa, l'Occidente ha superato ogni limite", aveva detto Putin, assicurando tra le altre cose che i territori dell'Ucraina che hanno annunciato il referendum per l'adesione alla Russia hanno il sostegno di Mosca.

Oltre alle parole di condanna, dall'Unione potrebbe presto arrivare una risposta concreta, probabilmente sotto forma di nuove sanzioni economiche alla Russia.