L'Unione minaccia il blocco dell'export dei vaccini della casa farmaceutica svedese

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AstraZeneca
AstraZeneca

29 milioni: tante sono le dosi del vaccino Astrazeneca rinvenute durante un’ispezione da parte delle autorità italiane in uno stabilimento della Catalent di Anagni, in provincia di Frosinone. Il controllo è avvenuto in seguito a una segnalazione della Commissione europea che ha così messo le mani su ingenti dosi di cui la stessa Unione non era a conoscenza. Il colosso farmaceutico ha fatto sapere che i vaccini ritrovati erano destinati in parte (13 milioni di dosi) al programma CoVax per i Paesi in difficoltà, mentre i restanti 16 milioni spettano all’Europa ma sono ancora in attesa del via libera da parte delle autorità.

Astrazeneca, a chi erano destinate le dosi di Anagni?

La notizia, diffusa in mattinata da La Stampa e dal Financial Times, è stata confermata da una nota di Palazzo Chigi in cui si riferisce la richiesta, da parte della Commissione europea al premier Mario Draghi, di “verificare alcuni lotti di vaccini presso uno stabilimento di produzione ad Anagni“. Il capo del governo, in accordo con il ministro della Salute Roberto Speranza, hanno disposto un’ispezione da parte dei NAS che hanno trovato i lotti e hanno controllato tutti quelli in uscita “destinati in Belgio“.

Diversa la versione di Astrazeneca, secondo cui le dichiarazioni rilasciate sul caso sono “inaccurate” dal momento che “attualmente non sono pianificati export al di fuori dei Paesi che aderiscono al piano CoVax. Ci sono 13 milioni di dosi di vaccino in attesa di controllo di qualità per essere poi spediti a CoVax come parte del nostro impegno per fornire milioni di dosi a Paesi a basso reddito. Ci sono altre 16 milioni di dosi che sono pronte per essere spedite in Europa. Quasi 10 milioni di dosi saranno consegnate ai paesi Ue nell’ultima settimana di marzo. Non è corretto definire questo carico come scorta. La produzione del vaccino è un procedimento molto complesso che molto complesso e richiede tempo”.