L'uomo dell'andata degli ottavi di Champions League: Erling Haaland, il marziano di Leeds che vuole segnare un'era

Davide Martini
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I segnali ci sono, ma tocchiamo ferro che non succeda. Il riferimento è alla nascita di un dualismo che sarebbe un po’ stucchevole, perché non molto logico, come molti di questi paralleli. Meglio Kylian Mbappé o Erling Haaland? Eppure quelli che stanno ancora discutendo sulle qualità di Leo Messi e Cristiano Ronaldo hanno già pronta la nuova rivalità, cavalcando sul fatto che i due leaders maximi sono in (presunto) declino, quantomeno anagrafico, e che la nuova coppia di eroi può prenderne il posto.

In realtà, come si diceva, si tratta di pura propaganda giornalistica, perché Messi e Ronaldo avrebbero potuto giocare insieme, così potrebbero farlo anche il francesino e il norvegese d’Inghilterra. Se questo non succederà sarà con ogni probabilità solo perché nessuna società potrà permettersi di pagare due cartellini e due ingaggi del genere, perché è facile immaginare che tanto il campione del mondo 2018 quando il fenomeno di Leeds viaggeranno presto su cifre astronomiche quanto a ingaggi.

Haaland in azione contro il Siviglia | Soccrates Images/Getty Images
Haaland in azione contro il Siviglia | Soccrates Images/Getty Images

Detto questo, nel dubbio su chi puntare tra i due protagonisti assoluti dell’andata degli ottavi di Champions ci siamo presi Haaland, solo perché in Champions League ha per il momento dimostrato di più rispetto a Mbappé e avuto più continuità. In fondo, poi, se le qualità del francese sono ordinarie nella sua straordinarietà, quelle dell’attaccante del Borussia Dortmund si avvicinano all’unicità, se è vero che anche chi di punte formidabili ne ha allenate tante come Fabio Capello si è spinto a paragonarlo addirittura a Ronaldo Il Fenomeno.

I numeri in Champions sono da brividi: 22 gol in 19 partite, media che è subito schizzata verso l’alto agli esordi con il Salisburgo e che si è confermata dopo il passaggio al Borussia Dortmund, anche nella fase ad eliminazione diretta e non solo in quella, più facile, a gironi. Ma le qualità di Haaland vanno oltre i numeri, come dimostrato contro il Siviglia. Al “Sanchez Pizjuán”, infatti, si è visto un vero e proprio alieno, un calciatore totale capace di unire alla capacità di finalizzazione la potenza palla al piede, sempre abbinata a un’eleganza regale, la rapidità con e senza il pallone, ma pure la visione di gioco, come dimostrato dall’assist a Dahoud per il gol del pareggio, la tecnica nello stretto e la visione di gioco a tutto campo, vista l’ottima quantità di palloni lavorati anche sulle fasce laterali.

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Nessuno all’età di Erling, che farà 21 anni a luglio, poteva vantare questi numeri in Champions. E l’”alibi” che la Coppa dalle grandi orecchie ha visto abbassarsi il livello tecnico nelle ultime stagioni vale fino a un certo punto, visto quanto mostrato in terra andalusa. Il paragone più azzeccato, semmai, potrebbe essere quello con Ibrahimovic, vista l’altezza da cestista, ma rispetto allo svedese Haaland sembra un’evoluzione della specie, più raffinato nella corsa e anche a livello tecnico, potendo pure in teoria agire da trequartista.

Una diavoleria del suo agente Mino Raiola lo renderà acquistabile in estate per appena 75 milioni. Un potenziale bagno di sangue per un Borussia già alle prese con tanti problemi in questa stagione e tutt’altro che sicuro di giocare nella prossima Champions. All’Europeo non lo vedremo, perché la Norvegia non è riuscita a qualificarsi. Del resto i fuoriclasse confinati in Nazionali di secondo piano è piena la storia, da George Best a Ryan Giggs. E chissà che queste coincidenze, insieme al passaporto di Erling, non siano segnali in vista di un futuro approdo in Premier League, già caldeggiato dallo stesso Raiola…

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