"L'uomo, la bestia e la virtù" di Pirandello alla Sala Umberto di Roma con Colangeli e Perrella

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C'è l'uomo, un integerrimo professore di Lettere. Poi, c'è la virtù ovvero una moglie che subisce la violenza e l'indifferenza del marito assente e traditore che, con queste caratteristiche, è ovviamente la bestia. Ma forse non è poi così tutto lineare, come farebbe intendere la presentazione dei personaggi della commedia di Luigi Pirandello, 'L'uomo, la bestia e la virtù' appunto, in scena fino a domenica alla Sala Umberto di Roma, seconda proposta stagionale del teatro diretto da Alessandro Longobardi, dopo la prima alzata del sipario con Edoardo Sylos Labini e il 'Sistema', tratto dal saggio-intervista di Alessandro Sallusti e Luca Palamara.

Nei panni dei tre ruoli principali, si calano Giorgio Colangeli quale 'uomo', Valentina Perrella per la 'virtù e Vincenzo De Michele a interpretare la 'bestia', ma va menzionata anche Cristina Todaro a impersonare le due governanti della casa del professore e di quella della coppia. Tutti diretti da Giancarlo Nicoletti in cabina di regia per le scene firmate da Laura De Stasio e per una produzione targata Oti, Officine del Teatro italiano.

"Il tentativo è riportare la poetica dello scrittore siciliano Premio Nobel per la Letteratura a un universo essenziale, umano, comico e tragico al tempo stesso e nuovamente attuale, attraverso una rilettura fortemente contemporanea e concreta, fuori da ogni 'pirandellismo' di maniera", spiega il regista.

(di Enzo Bonaiuto)

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