"Lupacchini va trasferito", azione disciplinare da pg e ministro

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Trasferire il procuratore generale di Catanzaro Otello Lupacchini. E' la richiesta di misura cautelare avanzata alla sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura dal procuratore generale della Cassazione, Giovanni Salvi, e dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. L'udienza cautelare è fissata per giovedì a Palazzo dei Marescialli.  

L'avvocato Ivano Iai, difensore di Lupacchini, chiede che l'udienza sia pubblica. Il legale in una nota comunica di avere presentato oggi "istanza di pubblicità dell’udienza" motivata, spiega, "dalla necessità di tutela dell’immagine del procuratore generale Lupacchini, oggetto di diverse centinaia di insulti che, precipitati in rete con inusitata virulenza (soprattutto attraverso social network) hanno ingenerosamente e immotivatamente apostrofato il magistrato con espressioni offensive della sua dignità personale e professionale". L'avvocato ricorda anche di avere "già segnalato al Consiglio il vulnus all’assoluto riserbo che avrebbe dovuto caratterizzare la procedura, a carico dello stesso dottor Lupacchini, in Prima Commissione, a suo tempo concretizzatosi con la reiterata fuga di notizie relativa agli atti di precedente procedura riservata, da cui è derivata la diffusione di notizie distorte, con grave pregiudizio per il magistrato interessato". 

"Ferma restando la necessità, costituzionalmente garantita, di una corretta informazione pubblica sul prospettato trasferimento del Dott. Lupacchini e sulla complessa vicenda di specie appare inoltre indispensabile - scrive l'avvocato Iai - portare a conoscenza della collettività, nei minimi dettagli, fatti estremamente gravi in ragione dei quali il dottor Lupacchini vede aggravarsi ulteriormente il pericolo per la propria incolumità". Il legale fa sapere infine di avere richiesto "gli esiti degli esposti, assolutamente indispensabili per la difesa del procuratore generale Lupacchini, da questi a suo tempo inoltrati al ministro della Giustizia e al procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, relativi alle criticità riscontrate anche in materia di coordinamento e collegamento tra Procure".