Lutto per Elena Santarelli, lo zio si è suicidato

Grave lutto per Elena Santarelli (Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

Tragedia per Elena Santarelli. Lo zio della showgirl si è tolto la vita gettandosi dall'ottavo piano di un palazzo. A dare la triste notizia è la stessa 38enne affidando ai social le sue parole cariche di dolore e commozione. A quanto si apprende, l'uomo si è suicidato per la situazione divenuta ormai insostenibile nella sua famiglia: Vittorio, questo il nome dello zio, ha lasciato una lettera in cui spiega la sua difficile condizione di padre di una figlia disabile.

La lettera struggente dello zio

"Questa è la lettera che mio zio Vittorio ha lasciato a mia zia Clara (sorella di mia madre) ieri mattina sul tavolo prima di togliersi la vita", ha scritto oggi Elena Santarelli sulla sua pagina Instagram, per poi postare la foto in cui mostra il testo della lettera: "La Prader Willi mi ha consumato, distrutto senza forze, ora sento già il secondo mostro che si è impossessato di me. Chiedo scusa alla mia famiglia (tutta) ma non ho la forza per affrontarlo. Mario prendi il comando e già so che lo farai, ciao, grazie Dani, ciao Vale scusa, Lalla scusa ciao. Tommi, Vittoria, nonno va sulla luna. Ciao bambini, ciao studiate. Ciao a tutti quelli a cui ho voluto bene, amici cari. CHIEDO AI POLITICI DI FARE DI PIÙ PER LE FAMIGLIE CON "PERSONE CON HANDICAP". Vittorio Bonaldo".

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Il dolore di Elena

Vittorio aveva una figlia, Daniela, affetta da una rara malattia. Si tratta della sindrome di Prader-Willi, come spiega la Santarelli su Instagram: "Da 37 anni era l'ombra di sua figlia, insieme a mia zia era un vero e proprio 'care giver' e dedicava tutte le sue energie alla figlia malata. Come tutti i care giver, ci si sente lasciati soli (non dalla famiglia). Pochi giorni fa aveva scoperto di essere affetto da una malattia, questo è il secondo mostro di cui parla: questo gesto che ha compiuto può essere giudicato come atto di vigliaccheria ma non è così".

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Prader-Willi, di cosa si tratta

E' una malattia genetica molto eterogenea, sia dal punto di vista clinico, sia da quello genetico. Si manifesta già alla nascita con una grave ipotonia, che comporta problemi alla deglutizione e all’allattamento. Il bambino affetto mostra una costante assenza di sazietà (iperfagia) la quale, se non controllata, può portare a obesità grave. La malattia è inoltre associata a difficoltà di apprendimento e a disturbi comportamentali (comportamento ossessivo-compulsivo oppure manipolativo) e psichiatrici (difficoltà nell’interpretazione e nell’uso appropriato delle informazioni sociali, che comportano disturbi simili a quelli caratteristici dello spettro autistico) di entità variabile. Quanto alla cura, non esiste al momento alcuna terapia specifica risolutiva.

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