Luttwak: "Democratici usano attacco a Capitol Hill per mascherare i loro errori"

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Guardare agli eventi del 6 gennaio di un anno fa come a eventi "del passato", seppure recente, è "un errore". Si tratta, piuttosto, di "eventi nel futuro", utili "in funzione delle elezioni di midterm". Questo il giudizio di Edward Luttwak, a un anno dall'assalto a Capitol Hill da parte dei manifestanti pro Trump. Nelle elezioni che rinnoveranno parte del Congresso, secondo le previsioni ricordate dal politologo Usa, "i democratici saranno distrutti". Ecco allora, spiega Luttwak all'Adnkronos, che i 'riots' del 6 gennaio di un anno fa, "sicuramente un evento anti democratico", vengono "ingigantiti" dai democratici per "mascherare" la loro azione politica "antidemocratica", accusando di "golpismo" i rivali repubblicani.

La condotta "antidemocratica" dei democratici, sostiene Luttwak, si manifesta nella volontà del partito del presidente Joe Biden di "volere cambiare l'America", pur essendo usciti dalle elezioni del 2020 con "una maggioranza millimetrica". Il politologo elenca i tentativi dei Dem di cambiare il volto degli Usa: "Enormi programmi sociali, che non possono veramente realizzare perché non hanno le maggioranza. In più vogliono cambiare la Corte Suprema, aggiungendo dei membri per diluire la maggioranza, o cambiare l'autonomia delle scuole, usando i poteri federali".

Per questo, riguardo all'attacco a Capitol Hill, i Democratici "vogliono ridurre la visibilità di quello che fanno oggi, amplificando gli eventi di un anno fa". Ma, aggiunge Luttwak, il maggiore ostacolo per i democratici sarà proprio Biden, che è "un moderato" ed è un uomo "equilibrato" e "non accetterà mai di toccare la Corte Suprema".

Quanto a Trump e alla possibilità di un suo possibile ritorno, come sostiene molta stampa americana, per Luttwak l'ex presidente è semplicemente "finito". Quindi, non c'è da attendersi l'annuncio di una nuova corsa alla Casa Bianca, magari dopo il probabilissimo successo repubblicano nelle elezioni di midterm. "E'' finito, e se non lo capisce può continuare a dare fastidio, ma non può cambiare il fatto che è finito". Quella di Trump, conclude il politologo, "è come la candidatura di Berlusconi al Quirinale. E' fattibile, ma impraticabile".

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