M5S, ammonterebbero a due milioni di euro le restituzioni mancate degli eletti

Conte preoccupato: mancano milioni di euro al M5S
Conte preoccupato: mancano milioni di euro al M5S

Ammonterebbero a circa due milioni di euro i mancati introiti per il M5S. Un terzo degli eletti versa a singhiozzo le restituzioni previste dall’associazione o avrebbe smesso del tutto di farlo.

M5S: mancano due milioni di euro

Le mancate donazioni da parte degli eletti del M5S tornano nell’occhio del ciclone. Quello che inizialmente era forse il principale vanto del Movimento – quello dell’autofinanziamento – si è via via trasformato in una spada di Damocle che oltre le casse minaccia anche la credibilità di quello che è ormai un partito a tutti gli effetti.

Come riporta oggi Repubblica, ammontano a circa due milioni i mancati introiti per il partito guidato da Conte. Lo avrebbe annunciato il tesoriere dell’associazione grillina Claudio Cominardi, approvando il bilancio 2021.

Il fondo restituzioni

Come ricorda sempre Repubblica, ogni mese infatti i parlamentari dei 5 Stelle devono versare 1.000 euro al partito – una pratica comune a tutte le formazioni politiche per autofinanziarsi – mentre altri 1.500 euro i vanno indirizzati al cosiddetto fondo restituzioni, un conto corrente gestito dai capigruppo; di volta in volta gli iscritti sono chiamati a decidere dove destinarli”.

Sono più o meno 90 i parlamentari – circa un terzo degli eletti – del M5S che ormai versa le somme a singhiozzo oppure ha smesso completamente di farlo.

Ipotesi sui motivi delle mancate restituzioni

Tanti i possibili motivi. Secondo Repubblica c’è chi non ha digerito alcune scelte come la consulenza a 300 mila euro a Beppe Grillo.  Uno dei parlamentari morosi ha anche riferito al quotidiano che ” Pende anche la questione della legittimità degli attuali vertici politici, quindi sul fatto se siano titolati o meno a spenderli: quando verrà chiarita una volta per tutte la vicenda giuridica al tribunale di Napoli allora sarà diverso”.

In realtà sono in molti a pensare che il reale motivo sia la paura per alcuni dei parlamentarei morosi di non essere rieletti. Per il calo dei consensi del partito unito a quel taglio dei parlamentari, fortemente voluto proprio dal Movimento Cinque Stelle.

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