M5s, Angiola: non mi dimetto da deputato, la mia gente non me lo chiede

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Roma, 3 gen. (askanews) - "A coloro che in queste ore, visto il mio profondo dissenso politico, ritengono che io debba dimettermi, faccio notare come la mia gente non mi stia chiedendo decisioni di questo tipo, anzi mi chiede l'esatto contrario, ve lo posso garantire! In tanti comprendono il mio intenso malessere, di cui parlo loro da mesi e mi esprimono piena solidarietà". Lo scrive Nunzio Angiola, ex deputato M5s passato oggi al gruppo Misto, in un lungo post su facebook in cui motiva le ragioni della sua decisione.

"Coloro, per fortuna molto pochi, che mi esortano a ritornarmene a casa - prosegue Angiola - mi stanno chiedendo di sacrificare due anni della mia vita, senza che io sia riuscito a realizzare niente di quanto concordato. Se decidessi di ritornarmene all'Università, dovrei constatare di avere perso tempo ed energie. Dovrei rinunciare a dare un contributo politico per la mia gente, mentre al contrario il Movimento manterrebbe la posizione di prima forza politica che io e tanti altri professionisti come me abbiamo contribuito, senza ombra di dubbio, a costruire, mettendoci la faccia quando la nostra elezione era solo un miraggio".

"È evidente - scrive il deputato pugliese - che il mio dissenso non deriva da un mio personale cambiamento di opinioni, ma dalla presa d'atto che, con varie sfumature, i vertici del Movimento hanno preferito trincerarsi in una chiusura pregiudiziale, nelle proprie granitiche convinzioni. Ho più volte denunciato scarsa collegialità e scarsa attenzione ai singoli parlamentari, sia come persone sia come professionisti, con tutte le conseguenze che ciò può comportare in termini di "visibilità" dei territori nelle scelte legislative e di Governo".

"Rispetto al tema delle restituzioni, assolutamente non dirimente per uno come me che non arriva in Parlamento con reddito zero e che non ha visto crescere il proprio reddito grazie al mandato elettorale, ma che al contrario guadagnava di più prima di arrivare in Parlamento - sottolinea - preciso che finché ho versato sono stato tra i più solerti a farlo, mentre da sempre ministri, sottosegretari, componenti dei direttivi, capigruppo e presidenti di commissione del M5S hanno tardato e talvolta tuttora tardano a versare, molto di più dei pochissimi mesi che nel mio caso mancano all'appello. Ma adesso sono fuori dal Movimento e, piaccia o non piaccia, non intendo versare più nulla! Preferisco destinare tali somme al mio territorio e per questo mi impegno a destinare i fondi mancanti, pari a circa 13.000 euro, ad iniziative culturali e benefiche sul territorio del Collegio murgiano, a partire dal finanziamento del promettentissimo scavo archeologico della "Grotta dei Culti" nell'agro di Santeramo in Colle, come da intese con la soprintendenza archeologica di Bari. Mi farò anche carico, insieme alla locale proloco, di riportare alla fruizione turistica il meraviglioso presepe in tufo, un autentico capolavoro realizzato dall'artista Armando Mele prematuramente scomparso il primo gennaio 2020. Renderò conto a tutta la comunità di questo mio impegno".

"Vorrei rassicurare i cittadini e i sindaci del Collegio elettorale. Il mio servizio al Paese, al territorio murgiano e all'università non si ferma qui, e non si fermerà mai. Il mio impegno continuerà - in modo più determinato e incisivo - come parlamentare della Repubblica Italiana, nel Gruppo Misto", conclude.