M5s, aria di scissione: “Non le fa solo Renzi”

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Dopo l’ufficialità di quella tra il Pd e Matteo Renzi, il governo potrebbe essere scosso da una nuova scissione, che per il momento è però solo sospetta: stiamo parlando del Movimento 5 Stelle. Alcuni pentastellati, come riporta il Messaggero, si sarebbero già riuniti in forma top secret, mentre tra altri componenti ci sarebbero stati scambi di telefonare e sms. “Non le fa mica solo Renzi queste cose” dicono i pentastellati non facendo altro che aumentare i dubbi. Con ogni probabilità, l’idea parte dalla possibilità di alzare la tensione nei confronti di Di Maio, e si pone come obiettivo ultimo quello di formare un nuovo gruppo parlamentare composto dai fuoriusciti del M5s.

M5s, aria di scissione

Quello che poco tempo è accaduto il Pd rischia di accadere anche nel Movimento 5 Stelle. Pare, infatti, che qualcosa si stia già muovendo per mano di tutti coloro che considerano eccessivo il potere di Di Maio e desiderano opporsi alla sua leadership. Si tratta di una larga parte di pentastellati, che si è quindi unita per agire. A motivarli, però, ci si sarebbe messo proprio Matteo Renzi che con la sua scissione ha creato un pericoloso precedente. Tra i grillini ora il ragionamento che circola è: “Serve un gruppo che stabilizzi l’esecutivo, che compensi gli strattoni che certamente Renzi provocherà e Di Maio non ha più la fiducia di molti, quella che servirebbe invece in questa fase che si annuncia molto hard“. Ad alimentare le tensioni, poi, anche i nomi scelti da Di Maio per l’esecutivo. Qualcuno minimizza e la definisce “solo una minaccia per spaventare Luigi“, ma la tensione sembra alta.

Il ruolo di Di Maio

A scatenare le polemiche sarebbe il ruolo, giudicato troppo centrale, di Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 Stelle e ministro degli Esteri. Questo protagonismo è difficilmente sopportabile per molti, che stanno cercando di opporsi. Nell’ultima riunione grillina sembra infatti che lo stesso Di Maio abbia perso la pazienza sbottando: “Voi avete voluto questo governo e ora ve la prendete con me che l’ho fatto“. Ciò che non torna ai più è però il divario tra la parola d’ordine del nuovo governo, “discontinuità“, e il continuo protagonismo di Di Maio.

La quinta gamba

I primi nomi iniziano a circolare, anche se per il momento si tratta solo di ipotesi. Ciò che emerge, però, è che quello che andrebbe a formarsi non sarebbe tanto un gruppo composto dagli “emarginati”, bensì da persone in sintonia con Conte e il Pd più di quanto non lo sia Di Maio. Dunque, la nuova formazione, se mai dovesse nascere, potrebbe trasformasi nella quinta gamba del governo Conte bis, aggiungendosi a Pd, M5s, LeU e Italia Viva.