M5s, Bugani: dobbiamo capire se restare assieme

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Roma, 28 gen. (askanews) - "Ora devo capire chi siamo e dove andiamo". All'indomani della sconfitta alle Regionali Max Bugani in un'intervista a Il Fatto quotidiano parla del futuro del Movimento.

Qualcuno tra di voi sperava che vincesse Salvini in Emilia Romagna? "Non lo so, spero fortemente di no. Ma in questo clima di sospetti non posso escludere che qualcuno abbia avuto questo cattivo pensiero per dare una spallata al governo".

"Nell'ultimo anno e mezzo non si è voluta guardare in faccia la realtà. Ognuno voleva un M5S fatto a sua immagine e somiglianza - osserva l'esponente pentastellato -. Ma il Movimento in realtà è stato un comitato nazionale di cittadini, riunitisi per portare avanti battaglie comuni, dal Reddito di cittadinanza al decreto Dignità fino alla legge anticorruzione e alla lotta ai vitalizi. Esauriti questi temi, oggi il M5S non sa più dove andare".

"Credo che sia legittimo pensare a un Movimento solo contro tutti, come è altrettanto legittimo volerlo in un'alleanza radicata a sinistra oppure a destra - aggiunge -. Nessuno ha mai chiesto agli attivisti dei 5Stelle quale dovesse essere la rotta", ora "mi auguro che finiscano gli attacchi reciproci. Siamo persone diverse tra loro, riunite da obiettivi comuni. Il Movimento è stato poesia e speranza, ora è guerriglia e sospetti. Quando Matteo Salvini suona ai citofoni, una parte del M5S ride, l'altra piange. A tenerci assieme sono state le idee".

Secondo Bugani inoltre "gli Stati generali, che andavano fatti un anno fa, non devono diventare un luogo di una guerra fratricida, piuttosto essere un luogo in cui si prende atto di una diversità. Dobbiamo ricordarci delle battaglie fatte assieme e poi decidere da che parte andare. Ricordando che talvolta un matrimonio può finire, ma senza odi e rancori. Andare avanti litigando tutti i giorni non fa bene ai figli e alla famiglia".

"Le anime sono tre: c'è chi soffre la distanza da Salvini, chi vorrebbe fare un terzo polo autonomo e chi vuole andare a sinistra", prosegue. Mentre di Conte dice: "è il presidente del Consiglio e il suo dovere è fare il possibile per fare stare meglio gli italiani. Ma non credo che voglia imporsi sul futuro dei 5Stelle". E Beppe Grillo? "A Italia5Stelle si era espresso con forza, dicendo che bisognava lavorare con il Pd, ma non c'è stato un seguito a queste parole. Ha permesso che si facesse una coalizione folle in Umbria e una scelta insensata in Emilia-Romagna. E questo ha creato confusione, anche in chi come me è suo fan da 35 anni e amico da 15".

Perché si è dimesso dall'associazione Rousseau? "Semplicissimo, nel mio incarico al Comune di Roma ho anche le deleghe all'innovazione tecnologica. Mi sembrava inopportuno restare in un'associazione privata che si occupa di questo tema. Ma resto legato a Davide Casaleggio e non smetterò mai di ringraziarlo".

Lei vorrebbe un nuovo capo politico o un organo collegiale? "Prima vorrei capire dove andiamo. Comprendere se sono ancora a casa mia o se quello nel M5S è stato un meraviglioso viaggio. Luigi ha lasciato perché era stremato. Doveva tenere assieme tutto, avendo a che fare anche con teste dure come la mia. E gliene va dato atto".