M5S, c'è chi dice Mes

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di Antonio AtteNel M5S c'è chi dice Mes. La riforma del Meccanismo europeo di stabilità, invisa alla stragrande maggioranza dei parlamentari grillini, è all'ordine del giorno dell'assemblea congiunta in programma questa sera alla Camera. Ma non tutti gli eletti 5 Stelle vedono questo tema come il fumo negli occhi. Per il deputato Nunzio Angiola, membro della Commissione Bilancio di Montecitorio, per esempio, "poco si parla di benefici che possono scaturire per l'Italia, in particolare per quanto riguarda il sempreverde dramma dello spread. Infatti - dice l'esponente 5 Stelle all'Adnkronos - personalmente ritengo che il Mes costituisca da questo punto di vista una opportunità per l'Italia".  

Secondo Angiola "ci sono tutte le premesse perché il Mes possa fungere, in modo strutturale, da prestatore di ultima istanza, e in prospettiva anche senza alcuna richiesta di assistenza finanziaria da parte di uno Stato membro. Il Mes, potendo raccogliere fondi sul mercato, possiede di fatto, in aggiunta al capitale sottoscritto dai Paesi aderenti, una dotazione patrimoniale potenzialmente illimitata". 

Inoltre, evidenzia il deputato pugliese, il Mes "può acquistare titoli degli Stati membri sul mercato primario e secondario, con una potenza di fuoco potenzialmente illimitata, incidendo sulla quotazione e sui rendimenti dei titoli di Stato" e "può emettere obbligazioni e finora lo ha già fatto per oltre 300 miliardi di euro. Ha emesso titoli che nella sostanza non sono altro che Eurobond e ne può emettere di altri, in modo pressoché illimitato e ciò in attesa che il processo di unificazione europea vada avanti e che ogni obbligazione emessa possa essere sostenuta da un'unione di bilancio e da uno Stato sovrano".  

Il Mes, osserva ancora, "può svolgere la funzione di backstop fiscale, fornendo supporto al Fondo di Risoluzione Unico, consentendo attraverso corpose linee di credito, una gestione più efficace delle crisi bancarie". Pertanto, ribadisce Angiola, il Mes "è uno strumento importante che può contribuire alla stabilizzazione dei mercati finanziari e l'Italia non ne ha che da beneficiarne. Questi per noi italiani sono azioni concrete che possono aiutarci a sviluppare investimenti, consumi, occupazione e reddito". 

Non la pensa così il senatore Elio Lannutti: "Il Mes calpesta la Costituzione repubblicana umiliando quella sovranità popolare che nella democrazia appartiene ai popoli, non alla cleptocrazia europea", ha detto l'ex presidente dell'Adusbef intervenendo in Commissione Finanze a Palazzo Madama. Dello stesso tenore le parole del collega Gianluigi Paragone: "Che facciamo sul Mes? Opponiamo il veto e quindi rispettiamo lo spirito del programma elettorale? Oppure siamo diventati come il Pd interpreti del 'responsabilismo europeo'? Se così fosse lo dovreste dire apertamente e espellere chi come me non bacerà la euro-pantofola...".  

Sull'argomento ieri è intervenuto nuovamente il capo politico del M5S Luigi Di Maio - presente stasera in assemblea - spiegando che "il nostro non è un approccio ideologico": "Stiamo guardando se il negoziato è soddisfacente per l'Italia oppure no. Secondo noi andrebbe migliorato. Ci sarà un dibattito in maggioranza ma molto sereno e tranquillo". Lunedì sera i parlamentari M5S delle Commissioni Finanze e Bilancio di Camera e Senato si sono visti per fare il punto. In quell'occasione gli eletti grillini hanno evidenziato le "forti criticità" presenti nella riforma, ipotizzando la stesura di un documento da sottoporre poi al governo.