M5S, capo comunicazione Bruxelles: "Licenziati in 8"

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"Il governo Conte blocca i licenziamenti in Italia, e forse non tutti nel Movimento stanno dando il buon esempio". Lo ha scritto in un messaggio inviato ad alcuni deputati e collaboratori, e visionato dall'Adnkronos, Diego Destro, capo comunicazione del M5S in Europa, messo alla porta insieme ad altri 7 dipendenti tra giornalisti, videomaker, grafici e social media manager dai 4 dissidenti del gruppo -Ignazio Corrao, Rosa D'Amato, Nicola Pedicini ed Eleonora Evi- che hanno azzerato i fondi al raggruppamento condiviso della comunicazione, di fatto mandando a casa 8 professionisti.

"Spiace constatare che dopo 6 anni e mezzo di lavoro comune, intrecciato di rapporti umani, alcuni deputati che oggi hanno lasciato il gruppo comunicazione, licenziando 8 persone, non abbiano trovato nemmeno il coraggio di avvisare personalmente me o uno dei ragazzi della comunicazione - scrive Destro -. Detto questo, il motivo del licenziamento è così paradossale da risultare incredibile. In sintesi: avete fatto troppi post sul sì alla votazione sulla Politica Agricola Comune (PAC). Tradotto: avete lavorato troppo. E hanno anche contato i post: 31".

"La PAC è il provvedimento più importante dell’Unione, quello che assorbe il budget più alto, e sarebbe stato sbagliato anche solo pensare di non comunicare adeguatamente su questo. Il problema è che abbiamo comunicato solo il sì e non il no. Ecco, questo è divertente: immaginate se oggi in America il Democratic Party comunicasse ''VOTA BIDEN' e 'VOTA TRUMP' contemporaneamente. La Comunicazione ha espresso correttamente la linea ufficiale sulla PAC, non quella dei dissidenti o di chi ha espresso voto contrario peraltro dopo assemblee di delegazione che avevano sancito con un voto democratico la linea decisa dal Movimento".

"Non potevamo fare diversamente - prosegue Destro nel messaggio - perché non avrebbe avuto senso: se la linea è NO MES, e due deputati si svegliassero SI’ MES, la comunicazione seguirebbe esclusivamente la linea ufficiale. Così abbiamo fatto sulla PAC. Questo perché è la comunicazione del Movimento, non quella personale di uno o tre deputati. Questa è una regola universalmente riconosciuta in qualunque gruppo democratico, oltre ad essere un impegno sottoscritto da tutti i portavoce già al momento della candidatura firmando il Codice di Condotta".

"Diciamo la verità anche sui soldi: tutta la comunicazione, che in realtà ha funzioni anche di segretariato e amministrative, 'costa' ad ogni deputato neanche il 10% del fondo per gli assistenti parlamentari che hanno a disposizione dal Parlamento europeo - fa i conti l'ormai ex capo comunicazione M5S a Bruxelles - soldi che non sono nella disponibilità del deputato e che o vengono spesi o vengono trattenuti dal Parlamento). Il dieci per cento del budget per i collaboratori, scelta anch’essa presa da tutti i portavoce, anche quelli che hanno avuto da ridire sul gruppo comunicazione. Di fatto con questa azione arbitraria di una minoranza di deputati, decade il gruppo comunicazione".

"Otto persone, otto professionisti, otto uomini e donne che hanno svolto fino ad ora in maniera impeccabile il proprio lavoro e che hanno l’unica colpa di essere vittime di un gioco politico sporco e più grande di loro. Otto persone sono licenziate a partire da oggi, con i tempi e le modalità previste dal Parlamento europeo, senza che la delegazione del Movimento ne abbia nemmeno discusso: è una scelta unilaterale, senza dibattito né appello".

"Proveremo a trovare una soluzione con i deputati che non hanno lasciato il raggruppamento, e in generale con chi resta nel Movimento e ne ha a cuore i valori umani ed il rispetto delle regole", scrive ancora Destro.

"Non è un momento facile - prosegue - trovare una soluzione con la pandemia in corso non sarà semplice. Non è nemmeno facile spalmare un costo che prima era pensato per 14 ai 10 deputati, anche perché ognuno di loro ha legittimamente già impegnato il proprio budget per i propri collaboratori personali. Ma proprio questa situazione richiede estrema responsabilità, che è mancata a chi oggi ha deciso di licenziare 8 persone senza alcun preavviso". Dunque la chiusa del messaggio: "Il governo Conte blocca i licenziamenti in Italia, e forse non tutti nel Movimento stanno dando il buon esempio".