M5s,Casaleggio jr: stop fango. Lusso mio padre?Appartamento Milano

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Roma, 15 giu. (askanews) - "Mio padre non mai andato in Venezuela" e "il Movimento 5 Stelle non ha mai ricevuto finanziamenti pubblici". Lo scrive Davide Casaleggio, smentendo le rivelazioni di Abc, in un lungo post in difesa della memoria di Gianroberto.

"Il Movimento - afferma - riesce a sostenersi in modo cos snello perch ha una nuova impostazione completamente digitale. Chiunque sia interessato ai dettagli dei costi li pu trovare in una presentazione di 60 slide illustrata pubblicamente in un evento aperto a tutti con 3mila partecipanti la settimana scorsa".

"Il Movimento 5 Stelle - dice ancora - spende 10 volte in meno delle altre forze politiche e al posto dei debiti di decine di milioni di euro che hanno i partiti (es. 99 milioni di Forza Italia, seguito dalla Lega con 19 milioni), ha invece restituito 107 milioni allo Stato con i tagli degli stipendi e le rinunce ai finanziamenti pubblici".

"Se mio padre o Beppe avessero voluto soldi li avrebbero potuti ricevere anche legalmente accettando non 3, ma 42 milioni di euro che il Movimento 5 Stelle - sottolinea - era titolato a ricevere dopo le elezioni del 2013. Ma non lo fecero, perch non sono mai stati i soldi il motore di questo movimento. Sono sempre state la passione e le idee a trainare il Movimento".

"Chiunque abbia conosciuto mio padre sa che il suo pi grande lusso fu quello di passare dal vivere in un bilocale a Milano a un appartamento con una camera aggiuntiva quando nacque il mio fratellino", rimarca.

"Quello che hanno fatto a mio padre in vita - continua - incredibile, forse un giorno avr anche il tempo di raccontarlo. Ma credo che un video che mi hanno inoltrato pochi giorni fa possa essere una buona sintesi. Non pensavo in realt che il 'giornalista' avrebbe mai avuto il coraggio di pubblicarlo, ma visto che a 4 anni dalla morte di mio padre ha deciso di rendere visibile un video dell'ultimo giorno in cui mio padre usc di casa sulle sue gambe penso sia giusto che tutti sappiano".

"Quel giorno - ricorda - andai a prenderlo a casa per portarlo in ufficio dove volle andare fino all'ultimo. Davanti al portone trovammo due persone che si qualificarono come giornalisti freelance per conto delle Iene. Nonostante l'evidente difficolt a reggersi in piedi di mio padre fecero comunque il loro 'servizio' aggressivo basato ora come allora sul nulla".

"Dopo quel giorno mio padre vide solo la sua camera d'ospedale. e fino a quando era vivo ha avuto modo di difendersi da solo, ora che non c' pi non permetter che si infanghi in alcun modo il suo nome", conclude.