M5S, Casaleggio lancia 'ControVento': "Partiamo da un manifesto sul metodo"

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Davide Casaleggio, presidente dell'Associazione Rousseau, nonostante i malumori nel Movimento 5 Stelle tira dritto e lancia 'ControVento' presentando il "manifesto sul metodo" della sua iniziativa.

"Questo è un metodo che dobbiamo definire assieme, è un punto di partenza. Vogliamo ci sia dibattito nei prossimi giorni su questo manifesto - dice Casaleggio nel corso di un evento online - . Negli anni siamo riusciti a superare tanti ostacoli, tecnici e legali, che ci hanno permesso di raggiungere un'eccellenza dal punto di vista della qualità del software. Oggi è necessario affrontare la questione del metodo e abbiamo deciso di pubblicare il manifesto, un primo seme di discussione, proprio per mettere alcuni paletti: alcune regole che possono servire a definire un metodo comune per portare avanti la nostra discussione", sottolinea il presidente di Rousseau.

E a chi gli chiede se l'iniziativa sia il preludio di un progetto politico, Casaleggio risponde: "Penso che si sia chiarito cosa è questo manifesto... è un manifesto di metodo. La presentazione è stata chiara. Sicuramente i rapporti col M5S saranno più chiari", ribadisce. "Dobbiamo iniziare a discutere di cosa ci tiene assieme. Il metodo è quello che ci ha tenuti assieme negli ultimi 10 anni e deve essere ciò che ci unisce nel prossimo decennio", conclude.

"Con questo manifesto - aggiunge Enrica Sabatini, socia dell'Associazione Rousseau - vogliamo definire un insieme di principi, valori e regole, che costituiscono il perimetro per esercitare quel ruolo di garanzia che gli iscritti ci hanno chiesto. Questo manifesto nasce nella nostra testa già da molti anni. Il voto sul governo Draghi ha determinato cicatrici enormi nel M5S" perché è stato contestato il metodo del voto online.

Un manifesto in 11 punti per "mettere dei paletti" e definire il perimetro di azione della piattaforma che regola la vita democratica del Movimento 5 Stelle. Tra questi: "il voto non è ratifica" e "prima di prendere una decisione è necessario uno spazio di confronto ufficiale"; le votazioni devono essere precedute da "tempi di comunicazioni certi" e devono avere quesiti "neutri, lineari, chiari e non capziosi"; "le regole non sono scritte per gli amici", "vanno applicate con equità" e serve "trasparenza sulle attività svolte nel rispetto della privacy".

E ancora: "candidarsi non è un diritto ma una conquista" e serve un percorso di "formazione obbligatoria per candidarsi nelle istituzioni"; sì al "limite dei mandati" per favorire il ricambio generazionale e contrastare la formazione di "gruppi di potere", perché "la politica non è un percorso di carriera"; il "recall" come strumento "fondamentale" per verificare i risultati ottenuti dagli eletti; una "selezione meritocratica basata su metodi di valorizzazione delle competenze" e "processi trasparenti di nomina e di candidature"; "scelte e responsabilità ai territori e chiarezza dei ruoli attraverso un processo di decentralizzazione del potere" e "decisioni importanti assunte dagli iscritti, no decisioni calate dall'alto".

E all'interno del nuovo manifesto Casaleggio torna a chiedere il rispetto degli obblighi: bisogna "garantire che vengano onorati gli impegni presi di fronte alla comunità. Rispettare il lavoro svolto da tutti. Premiare progetti e persone che siano di esempio per la comunità e che rispettino i principi dati".