M5s, Cassimatis querela Grillo e Di Battista e fa ricorso al Tar

redazione web
M5s, Cassimatis querela per diffamazione Grillo e Di Battista

"Cassimatis presenta ricorso al Tribunale ordinario di Genova, domani sarà notificato a Beppe Grillo in qualità di legale rappresentante". Così l'avvocato Lorenzo Borrè, interpellato da LaPresse, in merito al ricorso di Marika Cassimatis - da lui seguito -, l'ex candidata sindaco di Genova per il M5S, votata dagli attivisti e poi sconfessata da Beppe Grillo. "Credo ci siano tutti i presupposti per l'annullamento o la sospensione delle decisioni di Grillo, ma bisogna aspettare il pronunciamento della magistratura. Attendiamo l'esito prima delle amministrative", annuncia. "Grillo non ha i poteri di cassare l'esito delle votazioni che hanno incoronato Cassimatis - è il ragionamento del legale dell'accusa -. Inoltre, secondo noi non ci sono i presupposti per il ripescaggio della lista Pirondini perché la votazione nazionale può essere richiesta soltanto per convalidare l'esito di una votazione territoriale e non per farla sostituire, come stabilisce l'articolo 2 del Regolamento del M5S. In terzo luogo, c'è un'ipotesi residuale, vale a dire che da regolamento la decisione dell'assemblea è vincolante nei confronti del capo politico del Movimento".

Cassimatis, nel corso di una conferenza stampa a Genova, ha dichiarato: "Il post sul blog del 17 marzo, firmato a nome di Beppe Grillo, è stato estremamente oltraggioso". E sottolinea di aver appreso dal post di aver avuto 28 candidati consiglieri. Riguardo alle accuse di comportamenti contrari al M5S e di aver dileggiato i Cinquestelle, replica: "Ma di che cosa stiamo parlando? Per questo motivo ho presentato querela per diffamazione nei confronti di Beppe Grillo a tutela mia e dei compagni che hanno condiviso con me questa avventura. Ho inoltre presentato querela nei confronti del portavoce Alessandro Di Battista in quanto in seguito al post di Beppe Grillo, senza conoscere i fatti e le persone coinvolte, ha pronunciato parole ingiuriose nei confronti di tutti noi, definendoci 'squali'. A noi che volevamo offrire il nostro tempo e la nostra passione per un ideale politico, per un'idea di giustizia".

"Io e i candidati consiglieri che si sono palesati respingiamo decisamente le accuse, ci sentiamo profondamente offesi e diffamati nel nostro onore da accuse che non sono sostenute da alcuna prova oggettiva. Il 'Fidatevi di me' lanciato da Beppe Grillo non esiste come prova in nessuno Stato di diritto, ma neppure nella 'Repubblica delle banane'. Ogni persona se accusata, ha diritto alla sua difesa e questo diritto non è stato concesso a nessuno di noi", ha aggiunto Cassimatis.

 

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