M5s, Castelli: stiamo cambiando la politica, dividerci non serve

Afe

Roma, 19 dic. (askanews) - "Non mi piace quando provano a dividerci. Grillo da Di Maio, Casaleggio dal Movimento. Stiamo cambiando la politica, stiamo facendo un miracolo". Lo afferma Laura Castelli, viceministra dell'Economia per i Cinque Stelle, in una intervista al 'Corriere della Sera'.

"Io - spiega - lavoro con spirito costruttivo. Le polemiche hanno senso solo se vanno nella logica di un confronto. Con la legge di Bilancio abbiamo trovato una grandissima armonia nella maggioranza, con alcune riforme condivise anche dall'opposizione". Da gennaio il premier Giuseppe Conte vuole una nuova agenda: "Abbiamo cominciato, finalmente - sottolinea Castelli - una battaglia contro i grandi evasori. E in particolare contro l'evasione dell'Iva sui carburanti. Ora è il momento di abbassare le tasse con la riforma dell'Irpef. Ci vorrà coraggio, ma siamo pronti".

Gianluigi Paragone, dopo il no alla fiducia, va espulso dal Movimento? "Bisogna rispettare le regole. Non esiste che si alzi la voce per avere più visibilità. Personalmente in questi mesi ho cercato più volte di coinvolgerlo. Invece vedo che ogni giorno pone una questione diversa. Le critiche sono diventate continue. Quindi se non si sente d'accordo con il Movimento, tragga le conclusioni".

Di Maio è stato molto criticato perché 'uomo solo al comando'. "Di Maio è sempre disponibilissimo al confronto. Certi attacchi nei suoi confronti non mi sono piaciuti. Il suo ruolo è uno dei più difficili. Si è smazzato tanto di quel lavoro, giorno e notte, sabato e domenica comprese. Forse qualcuno non se n'è accorto".

Casaleggio, con la nomina della Sabatini a facilitatore, ha messo un piede ingombrante nel Movimento. Non crede? Doveva essere un tecnico, invece ha un pesante ruolo politico. "Tutti i nomi scelti per i facilitatori sono stati votati dagli iscritti. I 6 proposti dal capo politico hanno ottenuto l'84% di sì. Non porta a niente cercare di dividerci. Rousseau è un pezzo fondamentale del Movimento".

Castelli commenta anche il movimento delle Sardine. "Andare in piazza così è sempre un grande evento di democrazia. Non ho paura delle manifestazioni intellettuali. Non conosco le Sardine e non le giudico, ma quando si pongono temi sono sempre felice", conclude.