M5S, Conte rifiuta 'incarichi d'oro' e vede Letta

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Due leader politici, nonché ex premier, a colloquio per rilanciare il confronto tra Pd e M5S, anche in vista delle prossime amministrative. Domani il segretario del Partito democratico Enrico Letta e il capo politico 'in pectore' del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte si vedranno nell'ambito del giro di incontri avviati dal leader dem con le forze politiche alternative al centrodestra. Nelle intenzioni di Conte c'è la volontà di riannodare i fili dell'alleanza col Pd, nel solco di quel percorso comune tracciato quando a capo del Nazareno c'era Nicola Zingaretti. Questo sarà uno dei temi che l'avvocato di Volturara Appula porterà al tavolo dell'incontro con Letta (che, secondo quanto si apprende, dovrebbe tenersi in un luogo 'neutro').

Nel frattempo Conte continua a lavorare al progetto rifondativo del Movimento 5 Stelle, che verrà presentato non prima di Pasqua. "Presto", assicura chi ha avuto modo di sentire Conte, sarà anche depositato il nuovo simbolo del Movimento con all'interno la dicitura "2050". Dopo l'uscita da Palazzo Chigi, raccontano, l'ex presidente del Consiglio avrebbe ricevuto anche proposte per "incarichi importantissimi" legati alla sua professione di avvocato: offerte che però Conte avrebbe declinato perché unicamente concentrato sul futuro del M5S.

Il nodo da sciogliere resta il rapporto con la piattaforma di Davide Casaleggio. Si fanno sempre più insistenti le voci che vorrebbero Conte pronto ad adire le vie legali per sbrogliare la matassa Rousseau. Cresce infatti il pressing della stragrande maggioranza dei parlamentari per il divorzio da Casaleggio, il quale continua a pretendere il saldo dei mancati versamenti degli eletti (circa 450mila euro). "E' una situazione difficile", ammettono fonti vicine all'ex presidente del Consiglio: "E' presto per dire se ci sarà una causa, ma certamente non si può consentire a un privato di tenere bloccata la prima forza politica del Parlamento italiano".

In attesa delle mosse di Conte, le 'truppe' contiane si organizzano e danno vita a un nuovo contenitore. Debutta oggi l'associazione culturale 'Italia Più 2050', che rappresenta "la naturale evoluzione" di Parole Guerriere, il think tank animato dalla deputata M5S e sottosegretaria al Sud Dalila Nesci sin dal 2017. Il nuovo progetto "si muoverà nel solco tracciato da Beppe Grillo per il Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte": una "mano tesa per promuovere la transizione ecologica e lo sviluppo sostenibile in Italia".

"Oggi ispirati dalla visione che guarda al 2050 ci apriamo alla società civile, ai giovani e al futuro post pandemia. Obiettivo formazione e confronto, per mettere radici sui territori", spiegano i promotori. Attorno al progetto politico, secondo quanto apprende l'Adnkronos, gravitano circa 40 parlamentari del Movimento 5 Stelle: tra questi Carlo Sibilia, Giuseppe Brescia, Mirella Liuzzi, Emanuele Scagliusi, Sergio Puglia, Fabrizio Trentacoste.

Il simbolo dell'associazione - caratterizzato da un cerchio verde nella parte superiore e blu in quella inferiore, con una striscia tricolore che lo attraversa - è stato depositato da 'Parole Guerriere Italia' presso l'Ufficio brevetti e marchi del Mise lo scorso 17 marzo ma né Conte né Grillo, si apprende da fonti pentastellate, sarebbero stati informati dell'iniziativa. Qualcuno ipotizza che 'Italia Più 2050' possa diventare in futuro una lista d'appoggio al M5S. "L'obiettivo - rispondono fonti della neonata associazione - è fare vera rete territoriale, mettendo a disposizione dei cittadini le competenze acquisite. Ad ogni modo sarà Conte a valutare, 'Italia Più 2050' è a disposizione". (di Antonio Atte)