M5S, da Ponte Messina a riunioni 'carbonare': in attesa di Conte è faida 5 Stelle

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Piattaforme, ponti della discordia, riunioni più o meno 'carbonare', il nodo amministrative. L'interregno grillino, in attesa della leadership di Giuseppe Conte, diventa un ring per le faide interne. Questa sera deputati e senatori si incontreranno su 'Zoom' per fare il punto sulla "riorganizzazione" - non è esclusa la partecipazione dell'ex premier Conte. Domani si terrà un'altra assemblea online, questa volta con il sottosegretario alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri, per parlare del ponte di Messina: opera difesa da Cancelleri ma contestatissima da una larga fetta dei parlamentari M5S e della base pentastellata. Come dimostrano le critiche (e gli insulti) che in queste ore volano nelle chat degli attivisti.

"Dovranno passare sul mio cadavere e su quello di moltissimi calabresi e siciliani", "dobbiamo mobilitarci per ricordare a Cancelleri che noi il ponte non lo vogliamo", "qui serve un Tso e un controllo del grado alcolico...", alcuni dei messaggi postati dai militanti nei gruppi di Telegram e Whatsapp in risposta all'intervista su 'La Stampa' del sottosegretario M5S. Fa il giro delle chat anche il post del Blog delle Stelle risalente al 5 febbraio 2018, in cui Cancelleri, commentando alcune dichiarazioni di Silvio Berlusconi, affermava: "Eravamo convinti di esserci sbarazzati (del ponte e di Berlusconi) e invece, puntuale a ogni elezione, eccolo ritornare... L'unico ponte che vogliamo è quello che ci collega a un futuro migliore; un futuro a 5 Stelle!".

Il progetto del ponte sullo stretto di Messina spacca anche gli eletti in Parlamento. Se, da una parte, il deputato torinese Luca Carabetta boccia l'opera definendola su Facebook un "mostro del passato", dall'altra, nei commenti al post, la collega messinese Angela Raffa si schiera a favore e replica: "E' facile fare post sulla Sicilia quando si è nati e si vive in Piemonte... Noi siciliani quando ordiniamo online su quelle piattaforme tecnologiche che ti piacciono tanto, paghiamo un sovrapprezzo perché il ponte non c'è, ed abbiamo tempi di consegna raddoppiati". Sui social interviene anche l'ex deputato Alessandro Di Battista per ribadire: "Riguardo al ponte sullo stretto non ho cambiato idea. Mi indigna solo il fatto che si parli più di tale opera che della revoca delle concessioni autostradali".

Patemi che si sommano alle fibrillazioni già in atto tra i pentastellati. Sarebbe stata sconvocata l'assemblea che un gruppo di parlamentari aveva provato a mettere su domani sera nella sala Tatarella del Palazzo dei gruppi di Montecitorio. Tra gli organizzatori della riunione anche l'ex viceministro dello Sviluppo economico Stefano Buffagni, il quale, secondo quanto apprende l'Adnkronos, sarebbe stato protagonista di un acceso confronto con il capogruppo alla Camera Davide Crippa.

Il direttivo M5S alla Camera, raccontano, non avrebbe affatto gradito l'iniziativa. E la scelta dei vertici del gruppo di organizzare una congiunta sia stasera che domani viene letta da molti come una mossa per bagnare le polveri ai malpancisti, che comunque considerano un successo la convocazione dell'assemblea online: "Il nostro messaggio è arrivato. Noi ci poniamo in modo costruttivo e vogliamo aiutare Giuseppe Conte nel processo di transizione. Gli attuali dirigenti hanno fallito". Non è escluso che i parlamentari vicini all'ex ministro dello Sport Vincenzo Spadafora alla fine si incontrino lo stesso domani sera, in separata sede.

Intanto l'Associazione Rousseau torna a opporre il suo netto rifiuto alla richiesta, avanzata da Conte, di consegnare i dati degli iscritti: "Rousseau per legge non può assolutamente comunicare gli elenchi di iscritti a persone diverse dal legittimo rappresentante legale o addirittura, come richiesto, a persone neanche iscritte al Movimento perché qualora lo facesse significherebbe per Rousseau operare in contrasto con quanto richiesto dalla normativa con la conseguenza di incorrere in gravissime sanzioni", scrive sul Blog la no profit di Davide Casaleggio prendendosela con i "No Lex", i "negazionisti della legge".

Alla luce dello stallo giuridico, cresce il pressing dei parlamentari 5 Stelle affinché Conte crei un partito ex novo 'rottamando' l'attuale Associazione. "Pd e M5S - avverte sui social il senatore abruzzese Primo Di Nicola - si stanno rivelando inadeguati agli obiettivi che essi stessi dichiarano, a cominciare dalla famosa alleanza per le prossime politiche". Secondo il parlamentare è giunto il momento di "sciogliersi nel magma dell'area alla quale apparteniamo. Per costruire quella Cosa Nuova, più grande, che i nostri elettori aspettano da quasi trenta anni, dalla fine della Prima Repubblica".

(di Antonio Atte)

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