M5S, Dessì: "Nostro leader è Grillo, per noi è come Gramsci"

webinfo@adnkronos.com

di Antonio Atte 

Con l'espulsione del senatore Gianluigi Paragone e l'addio alla Camera dei deputati di Nunzio Angiola e Gianluca Rospi, passati al Misto, il Movimento 5 Stelle perde già pezzi all'inizio del nuovo anno. E il senatore Emanuele Dessì si dice molto preoccupato: "Serve una linea politica chiara e una gestione democratica del Movimento - si sfoga con l'Adnkronos -. Il nostro leader è Beppe Grillo, per noi è come Gramsci".  

Secondo Dessì "occorre affrontare il tema della democrazia diretta, che in questo momento viene amministrata da Casaleggio in assoluta autonomia. La nostra base è sconvolta, non si sa dove stiamo andando". Per il senatore non c'è tempo da perdere: "Questi temi vanno affrontati a partire dall'8 gennaio, con la ripresa dei lavori, senza aspettare gli stati generali di marzo, che nessuno ha ancora capito cosa siano né quale sarà il formato".  

Il documento a cui alcuni grillini a Palazzo Madama (compreso Dessì) stanno lavorando per modificare il regolamento del gruppo con l'obiettivo di ampliare il potere di indirizzo dell'assemblea, lamenta il parlamentare, "è stato parcheggiato come un ferro vecchio. Qui non si riesce a fare nulla in autonomia, tutto viene mortificato". 

Sui recenti addii, Dessì la vede in questo modo: "Quando negli anni vanno via decine di persone vuol dire che lo fanno per la gestione". Alla domanda se tema l'espulsione, il senatore risponde tranchant: "Ho 57 anni, che c... me ne frega. Io non esco dal Movimento neanche sotto tortura, il problema non è il Movimento ma chi lo gestisce. In questa fase siamo senza guida, c'è carenza di rapporti umani". Il riferimento è al capo politico Luigi Di Maio, che Dessì non cita.  

Ma per il parlamentare di Frascati è sbagliato anche parlare di leadership alternative: "Non possiamo permetterci un leader, non ci serve 'il più figo del bigoncio'. Un leader ce l'abbiamo ed è Beppe Grillo, che è l'unico con uno straccio di visione di futuro. E' il nostro capo carismatico. E' come se fosse vivo Gramsci per il Partito Comunista".