M5S, Di Maio: "Esca chi vuole trasformarlo in partito"

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"Nel weekend sarò in Campania a piantare alberi con gli attivisti. Sono stufo del politichese, forse si è perso di vista che siamo qui perché c'è chi fuori ha scelto il M5S ed è con loro che dobbiamo riprogettare il Movimento. Se continuiamo con un certo modo di parlare, sul Movimento, sugli organi decisionali... Chi vuole trasformare il Movimento in un partito non ha che da scegliere, esca: ce ne sono lì fuori di partiti da scegliere, ne nasce uno al giorno, vedi oggi Calenda". Così Luigi Di Maio, nel corso di una diretta Facebook. 

"Tutti dicono: 'Di Maio alza troppo la voce, vuol far cadere il governo', io alzo la voce non per farlo cadere, quando alzo la voce è per ottenere risultati, quando il M5S alza la voce è perché vuole ottenere risultati e qualcuno non glielo vuol far fare" dice Di Maio. "Ora c'è un emendamento in Parlamento che vuole abolire il carcere ai grandi evasori, spero sia solo una provocazione - afferma ancora il capo politico M5S - E' giusto alzare la voce quando vogliono spazzare via un punto di programma che gli elettori ci hanno affidato, per noi quel punto di programma è sacro". 

"CI DANNO LA COLPA DI TUTTO" - Quelli come l'ex Ilva "sono temi cruciali, che se non iniziamo a reagire ci daranno colpa di tutto" perché "abbiamo ministeri cruciali. Dobbiamo resistere e contro-informare anche attraverso il web, ma anche con le tv: ci sarò molto di più" dice Di Maio. "Ci incolpano di tutto, ora anche la colpa di Mose a Toninelli, è assurdo. La colpa il centrodestra deve cercarla al suo interno - aggiunge il capo politico M5S - governano Venezia e da sempre il Veneto. Siamo al governo da 18 mesi e ci incolpano di non aver risolto i problemi dell'Italia degli ultimi 30 anni, i problemi che quei partiti che ci incolpano hanno creato. Ma noi dobbiamo reagire, altrimenti ci incolpano di tutto, contrastare la disinformazione". 

EX ILVA - "Dobbiamo combattere la disinformazione, come su Ilva e sullo scudo penale. Mittal lascia Taranto per lo scudo? E come mai lascia anche la Polonia e il Sud Africa? Non ci facciamo prendere in giro..." scandisce Di Maio nella diretta Facebook. "Loro avevano fatto i conti - prosegue - pensavano di poter produrre e mettere sul mercato 8 mln di tonnellate da Taranto, dopo un anno hanno detto: 'ci siamo sbagliati, sono 4 mln'. Quando glielo fai notare ti rispondono dei dazi, ma loro sapevano benissimo, quando hanno rilevato l'ex Ilva, che sarebbero stati introdotti. Se a un imprenditore o a un commerciante le cose gli vanno male non è che lo Stato va lì e paga tutto quel che non riesce, anche per loro dobbiamo farci rispettare e far restare a Taranto" ArcelorMittal. Dunque, "si mettano al tavolo e si trovi una soluzione. E' inaccettabile che dopo un anno dicano 'ce ne andiamo'".  

CASO CUCCHI - Nel corso della lunga diretta Facebook, Di Maio si sofferma anche sul caso Cucchi: "Salvini, non puoi dire che la sentenza su Cucchi dimostra che la droga fa male. Cosa significa? Che se uno sbaglia nella vita deve essere pestato a morte? Credo che sarebbe meglio porgere le scuse...". "Ieri abbiamo appreso una bella notizia - sottolinea - la condanna dei carabinieri che avevano pestato a morte Stefano Cucchi. Credo che la giustizia sia arrivata troppo tardi, ma voglio mandare un abbraccio alla famiglia e alla sorella" di Stefano che "hanno sempre combattuto ed è grazie a loro se siamo arrivati ad una sentenza".