M5S, Di Maio torna in scena e chiama la piazza

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di Antonio Atte  

Da una parte il tema delle alleanze alle prossime regionali, dall'altro quello della riorganizzazione interna e degli stati generali, che per molti eletti rappresentano ancora una 'chimera'. In un Movimento 5 Stelle che prova a ritrovare se stesso puntando forte sui propri temi identitari - il 15 febbraio i grillini si ritroveranno in piazza, davanti al Senato, per dire no al ripristino dei vitalizi - sono tanti i nodi da sciogliere. A partire dalla questione degli apparentamenti nelle Regioni che andranno al voto a maggio. Se in Campania la maggioranza degli attivisti M5S, nella riunione del 2 febbraio, ha detto no alla prospettiva di un accordo col Pd a sostegno di un candidato civico (ipotesi che però non è ancora definitivamente tramontata), la partita in Liguria resta aperta.  

Domani mattina il capo politico del Movimento, Vito Crimi, incontrerà la consigliera Alice Salvatore - vincitrice delle 'regionarie' online -, il responsabile delle campagne elettorali Danilo Toninelli ed esponenti liguri come Marco Mesmaeker (facilitatore) e Marco Rizzone (deputato) per decidere la linea da adottare. Una parte del Movimento preme per dare vita a una coalizione, che comprenda anche il Pd, a sostegno di un candidato civico - uno dei nomi in pole è quello del giornalista Ferruccio Sansa -, mentre i vertici pentastellati preferirebbero la corsa solitaria. Ipotesi, quest'ultima, che se dovesse prevalere aprirebbe una profonda crepa all'interno del gruppo parlamentare. A quanto apprende l'Adnkronos, infatti, diversi eletti sono già sul piede di guerra: tra questi il senatore Mattia Crucioli, che per ora si trincera dietro un secco no comment.  

Sullo sfondo resta la questione degli stati generali, appuntamento 'congressuale' di cui ancora non si conosce la data né la sede. Inizialmente fissato per il 15 marzo, l'evento slitterà probabilmente a dopo Pasqua, come spiegato oggi dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà. "Parliamo di una scatola vuota... non sappiamo quali saranno le regole di ingaggio", sbuffa in Transatlantico un deputato grillino, a dimostrazione del fatto che l'attesa inizia a essere snervante per la truppa parlamentare. Così come continua a essere poco chiaro ai più il ruolo dei facilitatori, oggetto di una ennesima riunione 'illustrativa' martedì sera, durante la quale è stato affrontato anche l'argomento regionali, non senza polemiche. E se dall'Iran Alessandro Di Battista promette ai follower di Instagram un suo imminente ritorno in Italia, torna a far sentire la sua voce su questioni di politica interna anche l'ex capo politico Luigi Di Maio. 

In un videomessaggio, trasmesso sui social, il titolare della Farnesina suona la carica e annuncia la sua presenza in piazza il prossimo 15 febbraio alla manifestazione anti-vitalizi: "Il popolo italiano deve scendere pacificamente in piazza e manifestare contro questo osceno atto di restaurazione che inizia col riprendersi i vitalizi, ma man mano, vedrete, vorranno cancellare tutte le leggi che abbiamo fatto", avverte il ministro degli Esteri, che lancia un avvertimento agli alleati di governo: "Non si può governare un Paese o stare all'opposizione in un Paese pensando a come abolire le leggi del M5S".  

Di Maio tiene il punto anche sulla prescrizione, oggetto di un'aspra contesa all'interno della maggioranza: "Abbiamo fatto la legge sulla prescrizione, che è legge dello Stato, e adesso la si sta rimettendo in discussione per provare a cancellarla". Anche il leader Crimi interviene per blindare due temi cari al M5S, come la revoca delle concessioni ad Aspi, sulla quale il viceministro dell'Interno invita l'esecutivo ad agire "rapidamente" e senza "tentennamenti", e il salario minimo, una "misura di civiltà" che per il senatore va "discussa e approvata al più presto".