M5S, gli espulsi lanciano il GAP

Angela Iannone

Se ne vanno. E scelgono un nome non da poco i dissidenti grillini: GAP, ovvero Gruppo di azione popolare, sulla falsariga dei Gruppi d'Azione Patriottica formati dai partigiani durante la Resistenza. E' l'ultima decisione presa dai parlamentari del MoVimento 5 Stelle, espulsi o autoespulsi negli ultimi mesi, causa incompatibilità con le idee del loro leader, Beppe Grillo.

La scelta di formare un gruppo parlamentare autonomo è la conseguenza logica da parte di questi onorevoli per continuare il loro operato e portare avanti le istanze per le quali sono stati votati alle ultime politiche: "I territori ci chiedono di impegnarci", dichiara Adele Gambaro, espulsa doc dal MoVimento attraverso una votazione on line perchè aveva ammesso che "il vero problema del movimento è Grillo".

Ma la senatrice bolognese non è l'unica a confluire nei GAP: il numero dei "traditori" da febbraio ad oggi è salito già a quota sette. Con lei ci sono anche le senatrici Paola De Pin e Fabiola Antinori, uscite per solidarietà con la Gambaro e il senatore Marino Mastrangeli, espulso per aver partecipato ad una trasmissione tv senza "autorizzazione". I dissidenti arrivano anche dalla Camera, con Alessandro Furnari, Vincenza Labriola e Adriano Zaccagnini. Una buona media, senza considerare quelli che covano segretamente di saltare nel gruppo misto. E proprio l'idea del gruppo misto è quella che più alletta i promotori del GAP: non avendo infatti i numeri per costituire un gruppo parlamentare autonomo, la soluzione sarebbe quella di creare un gruppo all'interno del misto, come ha fatto SEL.

L'idea della Gambaro, la cui realizzazione si prospetta per l'autunno, è quella di raccogliere tutti gli onorevoli che vogliono continuare a stare in Parlamento ma si trovano seriamente a disagio nel "Partito personale" - come lo ha definito la senatrice Antinori - di Grillo e stanchi di non poter decidere autonomamente e pensare con la propria testa, pena essere tacciati di alto tradimento.

Quello che la Gambaro, intervistata da Repubblica, preme a sottolineare, è che non sarà un M5Sbis, ma un progetto nuovo, "che col Movimento di Grillo e Casaleggio non vuole avere più niente a che fare". Un gruppo più aperto alle alleanze "per il bene del Paese", lo stesso motivo per il quale sarebbero disposti a votare anche la fiducia ad una maggioranza alternativa. Insomma, anche se al momento numericamente incidono poco a livello di votazioni, non è detto che in autunno il gruppo non cresca. E allora, a quel punto, ne vedremo delle belle.








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