M5S: espulsione per chi ha votato in dissenso

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M5S, i 21 deputati che non hanno votato la fiducia sono stati espulsi
M5S, i 21 deputati che non hanno votato la fiducia sono stati espulsi

I ventuno deputati del M5S che non hanno votato la fiducia al governo Draghi sono stati espulsi dal gruppo parlamentare alla Camera: si tratta sia degli esponenti che hanno espresso voto contrario sia di coloro che si sono astenuti o non hanno risposto alla chiama (eccetto quelli che risultavano in missione).

Deputati M5S espulsi

La comunicazione dell’espulsione è giunta dal capogruppo del Movimento a Montecitorio Davide Crippa. Sulle motivazioni della decisione si legge che “il fatto, oltre a denotare il mancato rispetto delle decisioni assunte dagli iscritti con la votazione in rete e, conseguentemente, dagli organi del Movimento, pregiudica l’immagine e l’azione politica del nostro gruppo parlamentare“. I deputati M5S, al netto di tutte le espulsioni effettuate dal 2018, sono ora 168.

Già dopo il voto alle Camere il leader Vito Crimi aveva annunciato che, come avvenuto anche in Senato, chi ha scelto di votare diversamente ha scelto di chiamarsi fuori dal M5S: “Ora le fila vanno serrate, affinché l’azione del gruppo, della squadra, sia ancora efficace“. Chi non ha votato la fiducia ha contribuito, ha continuato, al tentativo di frantumare il gruppo e “ha deciso di mettere davanti a tutto le proprie posizioni imponendo la propria coscienza individuale su quella collettiva“.

Ha invocato l’unità anche Paola Taverna, non senza affermare che “tanti colleghi che hanno votato in dissenso sono parte fondamentale del Movimento, oltre che amici fraterni e compagni di tante battaglie“. Una decina di espulsi alla Camera starebbe già per dare vita ad un gruppo insieme ad ex pentastellati ora al Misto. Ma l’operazione è ancora in forse, non tanto per una mancanza di numeri quanto per le manovre in corso con gli altri partiti.