M5s, Fioramonti: devo circa 20mila euro, li donerò a ente ricerca -2-

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Roma, 8 gen. (askanews) - Su quanti siano pronti a fare il suo stesso passo e a uscire dal M5S l'ex Ministro risponde che non è giusto "parlare di scissione, io ho fatto una scelta personale, non voglio che si crei l'idea dei seguaci di Fioramonti. Ci sono molte persone con cui voglio continuare a lavorare che sono ancora nel Movimento che stanno lì dentro battendosi per cambiare le cose. C'è un fermento costante che mi auguro, per il bene del movimento, porti a cambi radicali nell'organizzazione e leadership". Quando gli si chiede se senza Di Maio le cose cambierebbero in meglio risponde che non parla "solo di Di Maio ma di un'organizzazione verticistica che prevede un capo politico e il nulla. Oppure un capo politico, un garante e una figura, questa impresa, che non si capisce che ruolo abbia, L'ho detto pubblicamente, cosi non va. Se ha ruolo tecnico, ben venga".

L'ex Ministro poi assicura che non si era mai accorto di queste anomalie: "Io non avevo mai visto, non mi ero reso conto, Casaleggio l'ho incontrato solo due volte. Quando entri in un Movimento, vieni candidato, nominato Ministro e non incontri mai una persona non pensi abbia tutta questa rilevanza, solo dopo ho cominciato a capire che qualcosa non tornava. Il punto non è chi deve andare via ma non il fatto che non ci sia mai stato spazio di dibattito". Infine chiude dicendo che dopo le sue dimissioni "Grillo non mi ha chiamato. Neanche Di Maio".

A proposito del nuovo soggetto politico che ha battezzato Eco Fioramonti spiega che "già mesi fa con parlamentari di altri partiti ci siamo resi conto che mancava un intergruppo parlamentare che facesse pressioni sul governo con grandi temi ecologisti per una nuova economia. Ora che non sono più Ministro posso riprendere in mano questo progetto che è aperto a tutti, come una provocazione di carattere politico. Ci sono movimenti ambientalisti di cui si parla in tutto il mondo mentre nel Parlamento italiano non c'è una sensibilità spiccata. Se poi nascerà qualcosa non lo so. Siamo in una fase di grande entusiasmo che spero possa arrivare a una direzione di concretezza. Detto questo mi auguro che il governo regga, c'è una opportunità storica di forze progressiste al governo. Se abbiamo davanti tre anni di ambizione e coraggio possiamo rivoltare l'Italia e porla in una direzione talmente diversa che anche se dopo di noi arriverà un governo diverso sarà difficile cambiare le cose".