**M5S: fonti, timori su tenuta gruppo Senato se prevarrà ok a fiducia**

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Roma, 13 lug. (Adnkronos) – "E i senatori chi li tiene?", è una delle domande che rimbalzava questa mattina tra i 5 Stelle, sia tra i vertici impegnati nella riunione fiume del Consiglio nazionale con Giuseppe Conte -si aggiornerà alle 19.30- che tra i 'peones' o i volti noti del Movimento a lavoro tra Camera e Senato. A inizio riunione la linea dura -via da Aula senza votare la fiducia- sembrava avere la meglio, ma poi i dubbi e i timori si sono fatti largo, fino a portare il leader Giuseppe Conte, come riferito all'Adnkronos da autorevoli fonti del Movimento, a tentare la strada di un nuovo confronto col premier Mario Draghi, così da evitare lo scontro frontale.

Intanto però, mentre si apre lo spiraglio di un disco verde del Movimento al dl aiuti, continuano a serpeggiare i timori interni sulla tenuta del gruppo di Palazzo Madama, nel caso in cui dai vertici pentastellati dovesse arrivare l'indicazione per un voto favorevole al decreto. Al Senato, infatti, dove i 5 Stelle contano al momento 62 eletti, siedono i grillini più battaglieri, quelli che vedono la permanenza nel governo Draghi come fumo negli occhi. Una quarantina sarebbero infatti contrari a votare la fiducia, di questi una decina di 'barricadero' sarebbero addirittura pronti alla spallata, ovvero a votare contro.

Difficile ora convincere i senatori ad andare oltre, votando il decreto che ha già visto l'astensione dei 5 Stelle in Consiglio dei ministri per la contestata norma sull'inceneritore a Roma. I più agguerriti hanno già consegnato un 'messaggio in bottiglia' ai vertici, nel corso del Consiglio nazionale di questa mattina: "una inversione a U io non l'accetto", uno dei messaggi partiti da Palazzo Madama e diretti al quartier generale di via di Campo Marzio.

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