M5s, il grande scomparso delle comunali

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NAPLES, ITALY - 2021/09/06: The politician Giuseppe Conte, president of the 5 Star Movement, during a political meeting for the elections of the mayor of the city of Naples. (Photo by Marco Cantile/LightRocket via Getty Images) (Photo: Marco Cantile via Getty Images)
NAPLES, ITALY - 2021/09/06: The politician Giuseppe Conte, president of the 5 Star Movement, during a political meeting for the elections of the mayor of the city of Naples. (Photo by Marco Cantile/LightRocket via Getty Images) (Photo: Marco Cantile via Getty Images)

Un debutto che non è un debutto. Il logo “Movimento 2050”, presentato come la grande novità, come il nuovo inizio targato Giuseppe Conte, lo si vedrà molto poco sulle schede elettorali delle amministrative di ottobre. Pochi i Comuni dove i grillini hanno depositato la loro lista con il simbolo M5s. In alcuni casi sono poi annacquati e dispersi all’interno di liste civiche. E nella grande maggioranza dei territori, che vanno al voto, i pentastellati sono spariti del tutto.

Un esempio? Prendiamo la Liguria. Su 52 Comuni che il 3-4 ottobre andranno al voto, il simbolo M5s comparirà solo nella città di Savona, capoluogo di provincia. Qui, grazie al recente cambio di regole, vengono le alleanze con le civiche, in particolare con la lista “ConTe”. Ci sono poi due Comuni sotto i 15mila abitanti, Santo Stefano di Magra e Varazze, dove alcuni grillini si trovano all’interno di una lista civica.

In queste ore Giuseppe Conte si trova in tour elettorale in Emilia Romagna, anche qui c’è poco da sorridere. Su 48 Comuni, coinvolti nelle amministrative, M5s ha presentato il simbolo in sei città, tra cui Bologna, Cattolica e Rimini. Le altre realtà sono Comuni sotto i 15 mila abitanti, come Finale Emilia dove l’ex premier è apparso parecchio scoraggiato durante il comizio: “Siccome non ritengo di essere infallibile, e nemmeno vedo davanti un orizzonte poi così lungo, ve lo dico francamente - ammette - questo è un impegno stressantissimo. Lavorare così per il bene comune è una faticaccia enorme, quindi non credo che la potrò reggere fisicamente a lungo”.

La deputata Maria Elena Spadoni, che per i 5Stelle si sta occupando di questo territorio spiega così la grande fuga dalle liste elettorali: “La certificazione delle liste è coincisa con la scrittura del nuovo Statuto, siamo in momento di transizione. Però sto vedendo grande partecipazione ed entusiasmo durante il tour che Conte sta facendo qui in Emilia Romagna. Quanto alla presenza del logo M5s in pochissime città, posso dire che queste elezioni sono arrivate in un momento particolare”.

Ed è per questo che l’ex premier preferisce lasciarsi questo “momento particolare” alle spalle il prima possibile. Poche liste in pochi Comuni, solo in quelli in cui si spera di ottenere un risultato sufficiente che non faccia urlare al flop così da alzare la media del risultato ottenuto. Anche se la disfatta è già nella ritirata dalla corsa.

Basti pensare che nel 2016 i 5 Stelle si presentarono in 251 Comuni su 1.363, vincendo in 4 municipi al primo turno e in altri 19 su 20 al ballottaggio, tra cui Roma e Torino. Ora, come si è detto, in molte Regioni le liste M5S si contano sulle dita di una mano.

In questo contesto, per non far accavallare gli eventi e non far cadere la responsabilità del flop sui nuovi vertici, l’ex premier ha deciso di rimandare a dopo le elezioni la scelta della sua segretaria politica, quindi il completamento della riorganizzazione interna. In modo tale che la responsabilità delle sconfitte, nonostante la campagna elettorale che Conte sta portando avanti in questo mese, ricada sulla vecchia gestione.

I problemi sono diffusi un po’ in tutta Italia. In Campania, M5s non si è presentato a Benevento, dove cinque anni fa la candidata sindaca arrivò oltre il 20%, e ha disertato anche a Caserta. Perché? “Non è stato possibile arrivare alla presentazione di una lista del Movimento, siamo impegnati nel rinnovamento. Stiamo creando una rete per ripartire”, dicono i pochi superstiti del grillismo locale.

In Lombardia per esempio due sindaci M5S uscenti hanno deciso di correre per un bis. Ma con una novità importante: sia Angelo Cipriani a Sedriano sia Francesco Sartini a Vimercate hanno deciso di rinunciare al simbolo del Movimento.

In Puglia, dove l’alleanza giallorossa è andata in pezzi in tantissimi Comuni, i 5Stelle non presentano liste neanche a Adelfia, paese di provenienza di Antonella Laricchia, la consigliera regionale dura e pura del Movimento. In questa Regione, che poi è la stessa di Conte, tanti primi cittadini M5S stanno tentando la strada del bis da soli, come a Ginosa e Noicattaro, ma è il caso anche di Pisticci in Basilicata e di Castelfidardo nelle Marche. Altra grana per Conte che mette in evidenza non solo la fragilità M5s ma anche l’alleanza con il Pd da sempre auspicata dall’ex premier.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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